Ior: aperta inchiesta interna sull’ex vicedirettore

Una “inchiesta interna” è stata aperta in Vaticano sul conto di Giulio Mattietti, l’ormai ex direttore generale aggiunto dello Ior, allontanato dall’incarico e scortato lunedì scorso fuori dalle Mura Leonine. Lo apprende l’Ansa da fonti qualificate. Le modalità drastiche e improvvise dell’allontanamento di Mattietti sarebbero legate all’esigenza che non portasse via con sé dei documenti. E proprio sulle carte e sugli strumenti informatici in suo possesso si incentreranno le prime verifiche interne. Il suo ufficio allo Ior è stato chiuso, pur senza l’apposizione di sigilli. Nelle austere stanze della banca vaticana, intanto, il lavoro quotidiano procede senza apparenti cambiamenti, pur con i comprensibili contraccolpi, anche psicologici, dovuti all’inatteso quanto repentino licenziamento in tronco del numero due tra i dirigenti operativi. Un ulteriore scossone nella vita travagliata dell’Istituto per le Opere di Religione che negli ultimi anni, con l’impulso decisivo di Benedetto XVI prima e di papa Francesco poi, ha imboccato non senza fatica la strada della riforma e della trasparenza. 

L’allontanamento di Mattietti, tra l’altro, evoca nello svolgimento la “cacciati” del 2012 dell’allora presidente Ior Ettore Gotti tedeschi o quella più recente (2017) del revisore generale dei conti vaticani, Libero Milone. Lunedì scorso, come per un fulmine a ciel sereno, il direttore generale aggiunto è stato raggiunto nel suo ufficio da due Guardie svizzere (il Corpo, però, nega il proprio coinvolgimento), invitato a lasciare la sede Ior situata nel Torrione Niccolò V, e accompagnato fuori della vicina Porta Sant’Anna. E che si sia trattato, come si è potuto apprendere, di Guardie svizzere - anziché di esponenti della Gendarmeria le cui mansioni fanno capo al Governatorato della Città del Vaticano - non è un particolare secondario, dal momento che il Corpo dipende direttamente dal Papa, come dalla Segreteria di Stato. Il che confermerebbe, anche se in via indiretta, che la decisione sull’allontanamento di Mattietti è stata avallata personalmente dal Pontefice: una delle sue ultime decisioni, insomma, prima di imbarcarsi domenica sera sul volo che lo ha condotto nel viaggio apostolico in Myanmar e Bangladesh. 

Un aspetto che assume contorni clamorosi, se si pensa che fu proprio papa Francesco, due anni fa, a nominare e a comunicare di persona la decisione degli incarichi affidati al direttore generale Gian Franco Mammì e all’aggiunto Giulio Mattietti, durante una visita nella sede dello Ior il 24 novembre 2015. La fiducia manifestata allora con tanta evidenza dal Pontefice è chiaramente venuta meno se ora s’è arrivati al drastico licenziamento. Mentre nessun commento filtra dall’entourage papale, ieri a Dacca, un riserbo assoluto è stato mantenuto sui comportamenti e sulle eventuali inosservanze che avrebbero motivato la cacciata: non ci sarebbe comunque nulla in comune col licenziamento di un altro dipendente Ior, di medio livello, avvenuto nei giorni scorsi. All’origine del provvedimento verso Mattietti ci sarebbe invece l’input di uno dei sei cardinali membri della Commissione di Vigilanza Ior.