Fisco, tasse, tributi: l’esperto risolve

Puntuale anche questa settimana la rubrica del dottor Alfredo Annibali, commercialista di Roma, che settimanalmente risponde ai quesiti dei lettori in materia fiscale e tributaria. Il dottor Annibali vanta un’esperienza trentennale nel settore ed è anche Revisore legale e Perito del Tribunale civile di Roma. Domande e risposte per aiutare il contribuente a destreggiarsi meglio nell’intricato mondo del fisco.

Ernesto da Milano mi chiede: Possiedo dei terreni divenuti edificabili per un valore di circa cinquecentomila euro, mi converrebbe costituire una società “ad hoc” per la loro gestione? Dipende da molti fattori. In primo luogo mi preme ricordare che tali terreni andrebbero conferiti a titolo di capitale pagando un’imposta di registro pari al 9 per cento del valore. Premesso ciò, la successiva plusvalenza sarà tassata con l’aliquota propria delle srl (attualmente il 24%) senza contare l’ulteriore ritenuta del 26 per cento (a titolo d’imposta) sui dividendi che si andranno a distribuire. Insomma, a meno che non si prevedano notevoli costi di gestione l’opzione societaria non mi sembra molto appetibile.

Leonardo da Novara: ho sentito parlare delle nuove “Società sportive dilettantistiche con scopo di lucro”, che cosa mi sa dire visto vorrei rilevare la gestione di un circolo sportivo? Questa nuova forma societaria (per il mondo dello sport) è stata introdotta con la legge di bilancio dello scorso anno, quindi al di là del dato puramente normativo non le so dire molto. Premetto che a mio avviso per la gestione di un circolo sportivo (con ingresso solo ai soci) forse non conviene ma se si dovesse al contempo perseguire un fine di lucro, magari con una squadra iscritta a un campionato di categoria, sì. L’agevolazione consiste in un dimezzamento dell’aliquota Ires (quindi 12 anziché 24 per cento) senza alcun limite di fatturato e un dimezzamento per cinque anni delle aliquote contributive per i dipendenti che dovranno essere iscritti all’Inps. Viene meno invece la possibilità di determinare l’Iva in misura forfettaria che rimarrà solo per le Asd tradizionali. Vi sono poi dei requisiti da rispettare in sede di costituzione, ma per questi rimando ai siti specializzati.

Eleonora da Cagliari: amministro una piccola cooperativa di servizi (attualmente quindici soci) ma ho sentito dire che dal 2018 la figura dell’amministratore unico non è più prevista, ma è vero? Sì e confesso che tale disposizione contenuta nella legge di bilancio, recentemente approvata, era sfuggita anche a me. In buona sostanza, entro il 30 gennaio di quest’anno occorreva (occorre) nominare in luogo dell’amministratore unico un Cda di almeno tre persone che non potranno restare in carica per più di tre esercizi, dopodiché andranno individuate nuove persone. La maggioranza di essi devono essere soci cooperatori, ma il problema sorge per quelle piccole cooperative che possono essere costituite anche da tre persone. Il fine della legge è buono, ma le difficoltà operative sono molte senza contare che sempre entro il 30 gennaio andavano modificati quelli statuti che non prevedevano il Cda. Insomma speriamo in una circolare esplicativa.