Fisco, tasse, tributi: l’esperto risolve

Torna puntuale la rubrica del dottor Alfredo Annibali, commercialista di Roma, che settimanalmente risponde ai quesiti dei lettori in materia fiscale e tributaria. Annibali vanta un’esperienza trentennale nel settore ed è anche Revisore legale e Perito del Tribunale civile di Roma. Domande e risposte per aiutare il contribuente a destreggiarsi meglio nell’intricato mondo del fisco.

Luigi da Savona: collaboro saltuariamente per delle riviste da cui percepisco dei compensi minimi. Ho già fatto il modello 730 ma ora mi sono visto recapitare una certificazione per gli importi ricevuti a titolo “diritto d’autore”, ma li devo dichiarare ? Certo. Magari un po’ più di celerità non sarebbe guastata ma le somme percepite per l’utilizzo delle opere dell’ingegno devono essere dichiarate nel quadro “RL” sempreché non costituiscano oggetto della propria attività professionale. Raccomando sempre di fare molta attenzione a questi importi incassati per attività saltuarie perché vi è la diffusa convinzione che non debbano essere dichiarati (salvo particolari eccezioni), importi che proprio in questo quadro trovano la loro naturale allocazione.

Andrea da Roma (sempre su questo tema): gioco in una piccola squadra di calcio dilettantistica e ricevo dei rimborsi spese una tantum. Li devo dichiarare visto che sono regolarmente documentati? No, non li deve dichiarare se l’importo non supera complessivamente i 7500 euro. È un’agevolazione concessa alle sole A.S.D. probabilmente per aiutare il mondo sportivo non professionistico.

Gianna da Caltanissetta: devo aprire la Partita Iva e ho meno di trentacinque anni, posso ancora godere di qualche beneficio? Sì, nel rispetto dei volumi d’affari previsti dalla normativa, lei potrà godere del regime forfettario con tassazione agevolata al 5 per cento fino al compimento del trentacinquesimo anno d’età, dopo di che  se permangono i requisiti la tassazione salirà al 15 per cento. È comunque una buona agevolazione (ne abbiamo parlato tante volte) anche se non sempre conviene a coloro che comunque hanno una bassa marginalità, tradotto sostengono parecchie spese. A ogni buon conto la dicitura da inserire nelle fatture potrà essere del tipo: “Operazione effettuata ai sensi dell’articolo 1, commi da 54 a 89, della legge n. 190/2014 così come modificato dalla legge numero 208/2015. Imposta di bollo da 2 euro assolta sull’originale per importi maggiori di 77,47 euro. E se professionista anche si richiede la non applicazione della ritenuta alla fonte a titolo d’acconto ai sensi dell’articolo 1 comma 67 della Legge numero 190/2014”.

Giovanni da Milano: mi è arrivato un avviso di accertamento perché avrei usato dei crediti Inps per compensare le imposte scaturenti da Unico, ma non è un assurdo? Hanno ragione? No, non è un assurdo e hanno anche ragione. La motivazione è quella di evitare il doppio beneficio che scaturirebbe da una parte dall’abbattimento del reddito quando lì si pagano, dall’altra dal non versare le imposte qualora gli stessi si rivelino eccedenti rispetto al dovuto.