Netflix cala a Wall Street

Netflix affonda in Borsa. L’aumento dell’utile e dei ricavi nel secondo trimestre non basta al colosso della tv in streaming: gli abbonati crescono meno delle attese della società e di Wall Street e il titolo crolla, arrivando a perdere fino al 14 per cento per poi recuperare e chiudere in calo del 5,24 per cento. Avanza invece decisa Amazon che, spinta dal boom delle vendite del Prime Day, salite dell’89 per cento nelle prime 12 ore, e nonostante gli scioperi in atto in diverse filiali europee, guadagna l’1,8 per cento. Un balzo che consolida la posizione di Jeff Bezos non solo come uomo più ricco al mondo, ma come il più ricco della storia moderna. Bezos vale infatti oltre 150 miliardi di dollari, circa 55 miliardi più di Bill Gates. L’avanzata in Borsa consente ad Amazon anche di ridurre le distanze da Apple nella corsa a diventare la prima società che vale 1000 miliardi di dollari. Netflix archivia il secondo trimestre con ricavi per 3,9 miliardi di dollari, in aumento rispetto ai 2,79 miliardi dello stesso periodo del 2017 grazie al recente aumento dei prezzi degli abbonamenti e alle fluttuazioni dei tassi di cambio. L’utile netto balza a 384,3 milioni di dollari contro i 65,6 milioni dello stesso periodo dell’anno scorso. Ma la crescita degli abbonati è sotto le attese. Il colosso aveva previsto un aumento di 1,2 milioni negli Stati Uniti e di 5 milioni fuori dal mercato nazionale. La realtà si è però rivelata ben diversa: negli Usa gli abbonamenti sono aumentati di sole 670mila unità e all’estero di 4,5 milioni. Netflix spiega la delusione per una crescita inferiore alle attese puntando il dito contro le stime interne alla società, talvolta troppo alte e ottimiste e in altri casi troppo basse. “I nostri fondamentali - rassicura comunque l’amministratore delegato Reed Hasting - non sono mai stati così solidi”.

Ma gli analisti guardando anche alla crescente concorrenza per spiegare la crescita sotto le attese. Una concorrenza che Netflix ammette e che prevede aumenterà. Individuando in YouTube uno dei suoi maggiori rivali, il colosso spiega che “HBO e Disney si stanno evolvendo concentrandosi” sui servizi di intrattenimento su internet, “Apple e Amazon stanno investendo in contenuti nell’ambito di un più ampio ecosistema di abbonamenti”. Le nozze At&T e Time Warner e quelle fra Fox e Walt Disney o Comcast complicheranno ulteriormente il quadro, dice. Ma – aggiunge – “c’è spazio” per più protagonisti. La battaglia si gioca tutta a suon di investimenti per contenuti originali: Netflix ribadisce di prevedere spese per 8 miliardi di dollari quest’anno. Il conto – secondo gli analisti – sarà però ben più salato: il colosso spenderà ulteriori 4 miliardi per show e programmi che andranno in futuro, portando il totale a 12 miliardi di dollari e schiacciando le rivali Amazon e HBO.