Fisco, tasse, tributi: l’esperto risolve

Torna anche questa settimana la rubrica del dottor Alfredo Annibali, commercialista di Roma, che settimanalmente risponde ai quesiti dei lettori in materia fiscale e tributaria. Il dottor Annibali vanta un’esperienza trentennale nel settore ed è anche Revisore legale e Perito del Tribunale civile di Roma. Domande e risposte per aiutare il contribuente a destreggiarsi meglio nell’intricato mondo del fisco.

Roberto da Roma: ho una snc con altri due soci (tutti al 33,33 per cento). Purtroppo nel corso del 2017 uno dei due è venuto a mancare improvvisamente e le pratiche successorie sono ancora in corso. Come mi dovrò comportare ai fini della dichiarazione dei redditi, gli eredi dovranno dichiarare la quota parte degli utili oppure no?

No come chiarito sia dalla prassi dell’Agenzia delle Entrate (Risoluzione 157/E del 17 aprile 2008) che dalla giurisprudenza, i redditi dovranno essere dichiarati solo da coloro che al 31 dicembre rivestono la qualifica di socio. Nel suo caso specifico quindi, nelle more della successione, cambieranno anche le percentuali di ripartizione (in pratica attualmente siete soci al 50 per cento )  fino a che non troverete un accordo con gli eredi. Ai fini delle imposte sui redditi magari potreste decidere di versare gli acconti in misura inferiore, ma sempre facendo le debite valutazioni.

Claudio da Rieti: mio figlio sta chiedendo un prestito in banca (ha una piccola attività commerciale) ma hanno chiesto la mia garanzia, cosa rischio?

Premetto che rispondo per esperienza vissuta e perché sono anche laureato in Scienze giuridiche, in quanto l’argomento sarebbe più di pertinenza degli avvocati. Ad ogni buon conto, la banca starà chiedendo a lei di farsi fideiussore. Il che comporta che in caso di inadempimento lei ne risponda al pari del debitore principale (ma sempre nei limiti del fido concesso). Normalmente, la banca non è neanche obbligata ad agire prima nei confronti del moroso (salvo clausole particolari); sarà poi il garante a rifarsi nei confronti del garantito. Segnalo solo a titolo di cronaca, che l’assunzione di una garanzia potrebbe comportare future difficoltà nel richiedere in proprio un finanziamento. 

Antonello da Verona: mi sono accorto che nel 2015 non ho inserito nella dichiarazione dei redditi sia il riscatto della laurea che alcune spese mediche. Posso recuperarle nella attuale dichiarazione dei redditi?

No, o meglio dovrà prima integrare a proprio favore la dichiarazione originariamente presentata (principio di civiltà giuridica finalmente recepito) e poi potrà sfruttarne il credito derivante a partire dal primo gennaio 2019. Prima della riforma l’unica strada percorribile in questi casi era rifare i calcoli e presentare un’istanza di rimborso, con tutti i tempi e le difficoltà del caso.

Massimo da Torino: non mi sono arrivate alcune certificazioni dei redditi, come posso fare a documentarle ed a recuperarle?

Ogni anno si ripresenta questo problema già affrontato. Prima cosa sollecitare all’adempimento il proprio cliente con pec o raccomandata, se possibile segnalarlo anche alla Guardia di Finanza. Poi si potrebbe ugualmente portare in detrazione la ritenuta non certificata documentandola con la fattura ed il relativo bonifico del netto, ma non sempre la Cassazione è su questa linea. Secondo la Suprema Corte, infatti, il contribuente dovrebbe agire nei confronti del proprio cliente per recuperare le somme non percepite sotto forma di ritenuta.