O Tria o morte

Come se non avessimo già abbastanza problemi sui mercati finanziari, i devastatori a 5 Stelle capitanati da Luigi Di Maio sono entrati in rotta di collisione col ministro dell’Economia, Giovanni Tria. Ciò ha provocato una immediata risalita dello spread, trascinando ad un continuo ribasso Piazzaffari.

Il motivo del contendere è la questione delle nomine in alcuni gangli vitali controllati dalla mano pubblica, tra cui la direzione generale del ministero del Tesoro (sulla cui poltrona i grillini vorrebbero catapultare Marcello Minenna, uno degli ineffabili teorici della mutualizzazione occulta del nostro debito pubblico) e la Cassa depositi e prestiti. In entrambi i casi le scelte di Tria, legate a persone ritenute da quest’ultimo esperte e affidabili, starebbero incontrando la fiera opposizione dei pentastellati. Su Cdp, in particolare, la partita risulta molto serrata, con un ministro dell’Economia deciso ad alzare le barricate contro lo scoperto tentativo di trasformare l’enorme forziere del risparmio postale in una sorta di cornucopia con cui finanziarie la loro rinnovata campagna di spese pazze, tra cui quella “per l’italianità di Alitalia”. Ovvero il folle progetto, annunciato in pompa magna da Luigi Di Maio, per riportare questo carrozzone mangia soldi ai fasti di una compagnia di bandiera, col 51 per cento in mano di soggetti nazionali.

Ovviamente, chiunque nutra ancora ragionevoli speranze di salvare il Paese dal baratro economico nel quale soprattutto i grillini lo stanno facendo sprofondare, non può che far sentire in ogni modo il proprio sostegno al ministro dell’Economia. E mai come in questo frangente, valutando gli enormi rischi che stiamo correndo con il governo degli irresponsabili, dovremmo farlo al grido “o Tria o morte!”.