L’Usa all’Italia: avanti col Tap

L’appello dell’amministrazione Trump all’Italia irrompe nel pieno della polemica per la realizzazione della Trans-Adriatic Pipeline (Tap), il gasdotto che dovrebbe portare il gas del Mar Caspio in Europa: “È un’opera chiave, è un progetto che va portato avanti”, spiegano all’Ansa dal Dipartimento di Stato.

Un’opera chiave, sì. Perché per Washington il Vecchio Continente non può dipendere solo da un’unica fonte di approvvigionamento, la Russia. Ed è quello che accadrebbe se si puntasse solo sul progetto Nord Stream, il gasdotto che porta il gas russo in Germania attraverso il Mar Baltico, tagliando fuori tutti i Paesi dell’Europa orientale come l’Ucraina. Così a pochi giorni dalla visita del premier Giuseppe Conte alla Casa Bianca, il prossimo 30 luglio, dagli Usa arriva un chiaro messaggio: la sicurezza energetica dei nostri alleati è fondamentale per la loro e la nostra sicurezza nazionale. E la costruzione del Nord Stream fa sì che i due terzi delle importazioni europee di gas russo passi “attraverso un solo tragitto vulnerabile”. “Questo – sottolinea il Dipartimento di Stato – sarebbe contrario agli interessi dell’Europa”, e dunque anche agli interessi degli Usa. Di qui il sostegno degli Stati Uniti al Southern Gas Corridor, un progetto da 40 miliardi di dollari per portare in Europa il gas dal Mar Caspio. E la Tap, con quasi 900 chilometri di tubi sotto il Mare Adriatico, rappresenta l’ultima gamba da realizzare. “Ci sono stati ritardi – sottolineano dall’amministrazione Trump – ma capiamo che la Tap ha oramai tutti i permessi necessari. Per questo “incoraggiamo gli italiani ad andare avanti”.

In ballo c’è per l’Europa “una maggiore sicurezza energetica nel lungo periodo e una maggiore concorrenza all’interno dei loro mercati dell’energia”. E il presidente americano discuterà di questo anche con il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, che sarà ricevuto alla Casa Bianca questo mercoledì. Intanto il vicepremier Luigi Di Maio rivendica come sulle grandi opere il Movimento Cinque Stelle “non ha assolutamente cambiato linea, e sbaglia chi dice il contrario”. Replica così a chi accusa il suo movimento – vedi i No Tap – di aver disatteso le promesse elettorali. “Il vero grande errore del Tap – afferma Di Maio – è che non si è dialogato con le comunità, come non lo si è fatto per la Tav in Val di Susa”.

Più tranchant Alessandro Di Battista, che torna a definire la Tap e la Tav “opere stupide”. In Puglia, la regione dove dovrebbe approdare il gasdotto, si consuma intanto l’ennesima lite, con un botta e risposta tra il governatore Michele Emiliano del Partito Democratico e il ministro per il sud Barbara Lezzi, del Movimento Cinque Stelle. Quest’ultima ha accusato Emiliano di aver fatto “una sceneggiata” con l’appello a Di Battista per trovare un compromesso sul gasdotto, magari spostando l’approdo più a nord dove secondo il governatore farebbe meno danni. Secca la risposta di Emiliano che ha dato al ministro della “maleducata”.