Deficit dell’Italia, Tria punta all’1,5 per cento

Il ministro dell’Economia Giovanni Tria ha un obiettivo: l’1,5 per cento. Di certo non il tre per cento richiesto dai due vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio. Il titolare del dicastero di Via XX settembre, a Shanghai per incontrare la comunità finanziaria cinese, entro la fine di settembre deve presentare alla Commissione europea la nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza. Lì si vedrà di che pasta è fatto il governo gialloverde. L’attesa dei mercati testimonia l’importanza di quell’appuntamento. Secondo gli accordi della Commissione europea con il precedente governo guidato da Paolo Gentiloni l’Italia dovrebbe darsi un obiettivo di deficit per l’anno prossimo non superiore allo 0,9 per cento del prodotto interno lordo. Tria è convinto di riuscire a “strappare” l’1,5 per cento, dieci miliardi in più degli accordi precedenti.

L’ultima asta di titoli pubblici ha già fatto salire i rendimenti oltre il tre per cento. Il rischio, come sempre, è l’aumento dello spread con i Bund tedeschi, per ora fisso intorno ai 285 punti base. Tria medita di anticipare di qualche giorno la presentazione della nota al Def. Finora la Banca centrale europea ha protetto l’Italia. Riuscirà il nostro Paese ad essere competitivo quando Mario Draghi concluderà il suo mandato?
Nonostante ciò i bene informati sostengono che Tria e il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi siano fiduciosi del confronto con l’Europa. Eppure, non vanno sottovalutati gli intenti bellicosi di Salvini e da Di Maio.