Ilva, c’è l’accordo: 10.700 assunzioni

L’accordo sembra finalmente raggiunto. “Sull’Ilva il patto è fatto e per essere valido deve essere approvato dai lavoratori con il referendum”. A parlare è la segretaria generale della Fiom, Francesca Re David.

“Gli assunti sono tutti, si parte da 10.700 che è molto vicino al numero di lavoratori che oggi sono dentro. C’è l’impegno di assumere tutti gli altri fino al 2023 senza nessuna penalizzazione su salario e diritti. Era quello che avevamo chiesto. Sull’esito delle assemblee dei lavoratori siamo fiduciosi”, ha aggiunto.

Nell’accordo sull’Ilva con ArcelorMittal “abbiamo ottenuto quello che abbiamo chiesto sin dall’inizio, quindi siamo soddisfatti”, ha spiegato Re David. “10.700 lavoratori verranno assunti subito e sono sostanzialmente quelli che ora lavorano negli stabilimenti, ossia tutti quelli non in cassa integrazione”.

Contemporaneamente parte anche un piano di incentivi alle uscite volontarie e l’azienda si è impegnata ad assumere tutti gli altri che restano in carico all’Ilva senza penalizzazioni e con l’articolo 18”. Molto migliorato anche il piano ambientale “che porta all’accelerazione delle coperture dei parchi e a un limite fortissimo delle emissioni. Se Ilva vuole produrre 8 milioni di tonnellate di acciaio lo deve fare senza aumentare di nulla le emissioni che ci sono”.

“Ora - conclude Re David - sottoporremo l’intesa come sempre al giudizio dei lavoratori che è per noi vincolante, oggi sottoscriveremo l’accordo ma la firma definitiva ci sarà solo al termine dei referendum”. I tempi? “Cercheremo di farlo naturalmente entro il 15 settembre, ci mettiamo subito al lavoro”, ha concluso.