Manovra da 36,7 miliardi: Tria annuncia tagli

Il governo non arretra sulla manovra. Nonostante il parere negativo del presidente Giuseppe Pisauro dell’Ufficio parlamentare di bilancio. La bocciatura sulla Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza ha destato clamore. Secondo l’Upb le previsioni di crescita del governo sono eccessivamente ottimistiche, rispetto alle reali condizioni economiche e finanziarie del Paese. Frattanto, Giovanni Tria torna in aula a decantare la bontà della Legge di Bilancio.

La manovra sarà da 36,7 miliardi. Il ministro dell’Economia chiarisce che “le coperture ammontano a 15 miliardi di euro, di cui 6,9 miliardi di tagli e 8,1 miliardi di aumenti di entrate. Nell’anno successivo le coperture sono di 7,8 miliardi con un importo analogo di tagli e aumenti di entrate pari a 3,9 miliardi, nel 2021 4,7 i miliardi dovuti ai tagli e 5,2 miliardi alle maggiori entrate”. Per quanto riguarda la spesa, “il reddito di cittadinanza e la riforma delle pensioni hanno un costo di 16 miliardi in ciascuno di tre anni. Nel complesso questi argomenti si tradurrebbero in una variazione di 0,3 punti percentuali nel 2019 e 0,2 nel 2020-21”. Cominciano a uscire fuori i primi numeri anche a proposito della cosiddetta “Flat tax”, l’estensione del regime forfettario per le partite Iva. L’esecutivo conta su 600 milioni di euro, 1,8 miliardi nel 2020 e 2,3 nel 2021.

Ieri il ministro delle Politiche Comunitarie, Paolo Savona, è intervenuto a “Porta a Porta”, su Rai Uno. Ha chiarito che, se lo spread dovesse aumentare ulteriormente, “la manovra dovrà cambiare”. Ma dopo l’Ufb arriva anche la stroncatura della Banca d’Italia. Da Via Nazionale fanno notare al governo che con le nuove stime il debito pubblico, invece di dieci anni, sarebbero necessari diciotto anni per scendere sotto il 100 per cento. E che gli effetti delle misure ipotizzate sarebbero “modesti”. Di più. Non ci sarebbe alcuna correlazione tra la disoccupazione giovanile e l’aumento dell’età di pensionamento.