Ungdcec: lo Stato si comporta come un Robin Hood al contrario

“Come un Robin Hood al contrario, lo Stato ruba ai poveri per dare ai ricchi”.

Così Daniele Virgillito, presidente dell’Unione nazionale giovani dottori commercialisti ed esperti contabili (Ungdcec), commenta la bozza del Decreto legge fiscale che, nel caso di F24 scartati anche solo per un errore di compilazione, potrà determinare una sanzione di mille euro.

“Il solo aver valutato una penale così alta per ogni modello errato - lamenta amareggiato Virgillito - è un’offesa per chi ha l’onere di mantenere con il proprio lavoro un Governo che, invece di ridurre e qualificare la spesa pubblica, continua ad aumentare il drenaggio di risorse dal settore privato, finendo concretamente, come gli antieroi dei fumetti, a rubare ai poveri per dare ai ricchi”. Peraltro “un controsenso - rincara l’esperto - una volta avviata la fatturazione elettronica che avrebbe dovuto facilitare, fra le altre cose, i controlli e quindi la verifica dell’esistenza dei crediti fiscali: ora arriva invece, a sorpresa, la minaccia alla loro compensazione”.

“Non bastano le proiezioni 2019 dei risultati dell’autoliquidazione che indicano un aumento per l’anno in corso di circa 1,5 miliardi - spiega Virgillito - Per il nostro famelico erario non sembra sufficiente più nulla” spiegano i commercialisti che passano in rassegna alcuni provvedimenti recenti.

Innovazione e digitalizzazione, il cui costo viene costantemente fatto ricadere su imprese e professionisti con la promessa di snellimenti burocratici, semplificazioni fiscali, compliance e magari regimi premiali per chi vi aderisce volontariamente, avrebbero dovuto portare una maggior facilità nei controlli da parte del fisco e quindi a un più veloce utilizzo dei crediti erariali e contributivi”, sottolinea il leader dei Giovani commercialisti. Con le riforme avviate adesso “si dimenticano le promesse e torna a prevalere la ragion di Stato che sembra avere come unico obiettivo quello di mantenere il pachiderma pubblico, con le risorse di un settore privato sempre più ridotto allo stremo”, aggiunge Virgillito.

“Dallo Stato ci si aspetterebbe programmazione, rispetto degli impegni e sostegno ai cittadini – conclude il presidente del sindacato più rappresentativo dei commercialisti, con più di 10mila iscritti – Arrivano, invece, continue minacce e trovate a effetto, con l’unico obiettivo di fare cassa nel breve e senza alcuna visione di medio periodo”.