Istat: “Da febbraio persi 600mila posti di lavoro”

L’Istat lancia l’allarme sulla perdita dei posti di lavoro dall’inizio della pandemia da Coronavirus. Si concentra sui dati relativi agli occupati e disoccupati. “Da febbraio 2020 – segnala l’Istituto di statistica – il livello dell’occupazione è sceso di circa 600mila unità e le persone in cerca di lavoro sono diminuite di 160mila, a fronte di un aumento degli inattivi di oltre 700 mila unità”. Il tasso di disoccupazione a giugno risale all’8,8 per cento (+0,6 punti) e, tra i giovani, al 27,6 per cento (+1,9 punti). L’aumento delle persone in cerca di lavoro è consistente (+7,3 per cento pari a +149mila unità), riguarda soprattutto gli uomini (+9,4 per cento pari a +99mila unità, contro il +5,0 per cento, pari a +50mila, delle donne) e interessa tutte le classi di età.

La diminuzione dell’occupazione su base mensile (-0,2 per cento pari a -46mila unità) coinvolge le donne (-0,9 per cento pari a -86 mila), i dipendenti permanenti (-0,4 per cento pari a -60mila) e gli under 50, mentre gli occupati aumentano tra gli uomini (+0,3 per cento pari a +39mila), i dipendenti a termine, gli indipendenti e gli ultracinquantenni. Nel complesso, il tasso di occupazione scende lievemente, attestandosi al 57,5 per cento (-0,1 punti percentuali), rileva sempre l’Istat. “In quattro mesi, il tasso di occupazione perde un punto e mezzo, mentre quello di disoccupazione, col dato di giugno, si riavvicina ai livelli di febbraio”, segnala l’Istat nel commento ai dati su occupati e disoccupati di giugno dove si rileva l’aumento del tasso di disoccupazione all’8,8 per cento.

Rispetto al mese di maggio 2020, a giugno prosegue, a ritmo meno sostenuto, la diminuzione dell’occupazione e la crescita del numero di persone in cerca di lavoro, a fronte di un calo dell’inattività. Continua anche il recupero del numero di ore lavorate pro capite. L’aumento delle persone in cerca di lavoro è consistente (+7,3 per cento pari a +149 mila unità), riguarda soprattutto gli uomini (+9,4 per cento pari a +99mila unità, contro il +5,0 per cento, pari a +50mila, delle donne) e interessa tutte le classi di età. La diminuzione del numero di inattivi (-0,7 per cento pari a -99mila unità) si registra tra gli uomini (-2,5 per cento pari a -131mila unità) e tra i minori di 64 anni, a fronte di un aumento delle donne inattive (+0,4 per cento pari a +31mila). Complessivamente cala il tasso di inattività che si attesta al 36,8 per cento (-0,3 punti).

Nella media del secondo trimestre 2020, rispetto al primo, l’occupazione risulta in evidente calo (-2,0 per cento pari a -459mila unità) per entrambe le componenti di genere. Diminuiscono nel trimestre anche le persone in cerca di occupazione (-15,7 per cento pari a -364mila), mentre aumentano gli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+5,9 per cento pari a +793mila unità). Le ripetute flessioni congiunturali dell’occupazione hanno determinato un calo rilevante rispetto al mese di giugno 2019 (-3,2 per cento pari a -752mila unità), che coinvolge entrambe le componenti di genere, i dipendenti (-613mila), gli autonomi (-140mila) e tutte le classi d’età; l’unica eccezione risultano essere gli over50 (+102mila).