Crollo del Prodotto interno lordo su base annua: meno 17,3 per cento. Secondo l’Istat si tratta di una “contrazione senza precedenti per il pieno dispiegarsi degli effetti dell’emergenza sanitaria e delle misure di contenimento adottate”.

Il pil italiano nel secondo trimestre crolla del 12,4 per cento sul trimestre precedente e del 17,3 per cento rispetto allo stesso periodo del 2019 lo comunica l’Istat nella stima preliminare, sostenendo che i dati sono corretti per gli effetti del calendario destagionalizzati. La variazione acquisita del pil per il 2020 è negativa, pari a meno 14,3 per cento “dopo la forte riduzione registrata nel primo trimestre (meno 5,4 per cento), sottolinea l’Istat, “l’economia italiana nel secondo trimestre 2020 ha subito una contrazione grave. Con il risultato del secondo trimestre il pil va registrare il valore più basso dal primo trimestre 1995, periodo di inizio della attuale serie storica”.

In pratica, siamo di fronte a un record negativo, un minimo storico. La caduta registrata del pil nel secondo trimestre “è la sintesi di una diminuzione del valore aggiunto in tutti i comparti produttivi, dall’agricoltura, silvicoltura e pesca, all’industria, al complesso dei servizi”. Per l’Istat “la caduta del pil si colloca all’interno di un contesto internazionale dove le principali economie registrano riduzioni di analoga portata a causa del diffordersi della pandemia”.