Il cavallino rampante azzoppato

L’epidemia pesa anche sui conti della Ferrari: nel secondo trimestre l’utile della casa di Maranello crolla da 184 a 9 milioni di euro (-95%), mentre i ricavi netti sono pari a 571 milioni di euro, in diminuzione del 42 per cento. Le consegne totali sono 1.389, dimezzate rispetto all’anno scorso, a causa della sospensione sia della produzione sia della distribuzione per l’emergenza sanitaria. A Piazza Affari il titolo chiude con un +3,8% anche grazie alle prospettive di ripresa del settore auto.

“La Ferrari resta più forte che mai. Il nostro portafoglio ordini è molto solido, il 2021 sarà un anno forte”, assicura il ceo Louis Camilleri, durante la conference call con gli analisti finanziari. Nessuna previsione oltre il 2021 proprio per l’incertezza legata al Covid-19, in particolare negli Usa, mentre è confermato l’arrivo di due nuovi modelli entro quest’anno.

“Avevamo già anticipato a maggio - spiega il manager - che i risultati del secondo trimestre erano deboli in tutti gli indicatori chiave, ma in linea con le nostre aspettative. Questi risultati riflettono i tempi molto difficili che abbiamo vissuto. Desidero, tuttavia, sottolineare la resilienza, l’impegno e la determinazione che sono stati messi in evidenza da tutti i miei colleghi qui a Maranello e nei nostri mercati”. Camilleri dice che la pandemia è stata “una sfida enorme da superare. Una tempistica doppiamente spiacevole - osserva - in quanto ci ha inghiottito in un momento critico, la delicata fase di industrializzazione dei nuovi modelli presentati l’anno scorso, in particolare la SF90 Stradale che contiene più di 2.000 nuovi componenti della nostra catena di approvvigionamento. Anche se siamo fiduciosi che le consegne inizieranno all’inizio del quarto trimestre sarà inevitabile un ritardo e questo ci ha portato ad adeguare al punto medio le nostre guidance dell’anno”.

Le stime del 2020 sono corrette nella parte più bassa della forchetta fornita a maggio: ricavi netti maggiori di 3,4 miliardi (rispetto ai 3,4-3,6 miliardi indicati a maggio), ebitda adjusted tra 1,075 e 1,125 miliardi (la precedente stima era 1,05-1,20 miliardi), ebit adjusted tra 0,65-0,70 miliardi (0,6-0,8 miliardi), utile diluito adjusted per azione: 2,6-2,8 per azione (da 2,4-3,1 per azione), free cash flow industriale tra 0,10-0,15 miliardi (0,1-0,2 miliardi).