Governo preme su rete unica, Tim e Kkr aspettano

ll Governo preme per realizzare la rete unica e Tim, che ne avrebbe così la regia, rimanda a fine agosto la decisione definitiva sul progetto Fibercop con Kkr, dando mandato all’ad Luigi Gubitosi di partecipare ai lavori che il Governo intende far partire nelle prossime ore.

Quelle che erano due operazioni parallele, la separazione della rete secondaria e l’integrazione con Open Fiber potrebbero diventare una sola, dando spazio ad altri investitori di partecipare. Nessuno stop quindi da parte del premier Giuseppe Conte, anche se la mossa a sorpresa ha spiazzato e sembra piuttosto aumentare il pressing su Open Fiber.

“Oggi è emerso il forte interesse del Governo a promuovere una rete nazionale integrata a banda ultra larga per realizzare una infrastruttura strategica del Paese”, riferiscono fonti vicine alla politica. “Il Governo riconosce l’importanza del progetto Tim e della partecipazione da esso prevista di investitori internazionali altamente qualificati, e si è reso disponibile a contribuire a valorizzarlo, collocandolo nella cornice di un più ampio contesto strategico, che prevede il coinvolgimento anche di altri attori istituzionali e di mercato interessati” spiegano così la lettera sul tavolo del cda inviata dal Mise e dal Mef. Potrebbe così uscire dallo stallo la trattativa con Enel (che detiene il 50% di OpenFiber) e potrebbero entrare in partita altri coinvestitori per lo sviluppo della rete ( nelle scorse settimane erano stati fatti i nomi di Sky, A2A, Poste e anche Invitalia) Resta comunque valido, anche se alla luce di tutto ciò potrebbe uscirne ribilanciato, il progetto di partnership con Kkr Infrastructure e Fastweb.

“Prendiamo positivamente atto dell’interesse mostrato dal Governo, prenderemo costruttivamente parte alle discussioni e confidiamo di poter concludere entro il 31 agosto e con la più ampia partecipazione possibile un accordo che è strategico per il futuro della trasformazione digitale in Italia” ha commentato Fastweb. Nel dettaglio l’offerta del fondo americano, che il cda ha apprezzato, è pari a 1,8 miliardi di euro per l’acquisto del 37,5% di FiberCop, “sulla base di un enterprise value di circa 7,7 miliardi di euro (equity value 4,7 miliardi di euro)” precisa una nota di Tim. Il cda ha anche approvato i conti dei primi sei mesi del 2020 chiusi con ricavi da servizi in calo a 7,3 miliardi di euro (-7,4% meglio delle attese degli analisti) e un ebitda organico: 3,5 miliardi di euro (-6,9%) ma con un utile netto di 678 milioni (+23%).