Moda: chiusura in picchiata nel 2020

La moda chiuderà male il 2020: a livello globale la pandemia da Covid-19 ha portato contrazioni delle vendite dal 15 al 30 per cento. Peggio in Europa, meno negli Usa, meglio di tutti in Cina.

E l’on-line ha mitigato solo in parte la situazione, così come il segmento lusso ha tenuto di più. La conferma viene da The Business of Fashion (BoF) e McKinsey & Company nel report “The State of Fashion 2021”. Se si guarda ai profitti i dati parlano ancora più chiaro: secondo il McKinsey Global Fashion Index, le aziende del settore potrebbero riportare un calo del 90 per cento (contro un incremento del 4% nel 2019), come conseguenza della riduzione delle vendite, del cambiamento nei comportamenti dei consumatori e delle interruzioni nelle catene di approvvigionamento. Alla quinta edizione, lo studio analizza il futuro della moda – che a livello globale vale 2.500 miliardi di dollari – e si basa su interviste esclusive ai più importanti manager e su un sondaggio tra 320 professionisti.

L’Europa dovrebbe avere la peggio, con un calo delle vendite stimato tra il 22 e il 35%, anche se si prospetta una ripresa entro i primi mesi del secondo trimestre del 2022, col ritorno dei viaggi e del turismo. Gli Stati Uniti potrebbero registrare una perdita tra il 17 e il 32% e sembrano destinati a una più lenta ripresa, entro il primo trimestre del 2023. La Cina sarà invece probabilmente il Paese meno colpito, con una riduzione stimata tra il 7 e il 20 per cento e un ritorno ai livelli pre-crisi già nel quarto trimestre di quest’anno o, al più tardi, nel primo trimestre del 2021. Sono però ovviamente di scenari, non certezze. Se la ripresa fosse precoce, grazie a contenimento del virus e vaccino, le vendite fashion mondiali potrebbero raggiungere i livelli del 2019 nel terzo trimestre del 2022. Se fosse tardiva, con contagi ricorrenti e nuovi lockdown, i livelli del 2019 si rivedrebbero solo entro l’ultimo trimestre del 2023.

A dare una mano intanto c’è stato l’on-line, per quanto marginalmente pesi sul totale. Nonostante quasi tre quarti delle aziende quotate in borsa registrino perdite, il report evidenzia infatti che durante la pandemia le vendite via web sono quasi raddoppiate, dal 16 al 29 per cento del totale, e oltre il 70% dei manager del settore fashion si aspetta che il business on-line abbia una crescita pari o superiore al 20% nel 2020. Se si analizzano i diversi segmenti, si vede che lusso e lusso accessibile si sono dimostrati lievemente più resilienti, con una contrazione media delle vendite del 30 per cento e un calo medio dell’Ebitda del 20% nei trimestri tra febbraio e giugno. Lo stesso il mercato globale del beauty rispetto al fashion nel complesso e le vendite dovrebbero tornare ai livelli del 2019, o superarli, già nel 2021.