”Fare profitti. Etica dell’impresa”

All’interno del webinar L’impresa privata sotto attacco, organizzato da Ibl e Liberi Oltre, si è tenuta ieri la presentazione on-line del libro di Franco DebenedettiFare profitti. Etica dell’impresa, pubblicato da Marsilio. Oltre all’autore sono intervenuti Michele Boldrin (professore di economia alla Washington University in St Louis) e Fiorella Kostoris (senior fellow della School of European Political Economy Luiss, già professoressa di economia politica all’Università di Roma La Sapienza). L’incontro è stato introdotto e coordinato da Serena Sileoni (vicedirettore generale dell’Istituto Bruno Leoni).

Il libro di Debenedetti analizza la natura delle imprese private al tempo delle aziende Big Tech e della pandemia, prendendo spunto da uno storico articolo in cui il premio Nobel Milton Friedman scrisse che l’unica vera responsabilità delle imprese è fare profitti.

Fiorella Kostoris ha messo in evidenza come in Italia, purtroppo, le recenti critiche fatte al capitalismo da Financial Times, World Economic Forum e Papa Francesco siano da tempo una costante. È la stessa Costituzione italiana, nella parte che riguarda i diritti economici, a trattare l’impresa capitalista con sospetto. L’idea di resettare il capitalismo ha una storia lunga e sta diventando così diffusa da aver influenzato ormai anche l’Unione europea, che si sta sempre più allontanando dai suoi principi fondativi: la tutela della concorrenza e delle quattro libertà fondamentali.

Michele Boldrin ha ripreso alcune parti dell’intervento di Fiorella Kostoris per commentare la recente “censura” degli account Twitter e Facebook di Donald Trump. Il comportamento delle grandi piattaforme suscita, soprattutto in Italia, reazioni di natura politico/morale. In realtà, in merito a queste grandi aziende, la discussione non deve riguardare la legittimità o meno nel compiere alcune scelte, ma deve considerare solo aspetti tecnici. Per stare ai temi presenti nel libro di Debenedetti, il fine dell’impresa è fare profitti, ma in particolari condizioni di mercato: cioè che vi siano concorrenza e contendibilità. Quando un’impresa acquisisce una posizione dominante, elimina aspetti di efficienza bloccando ad esempio l’innovazione?

Franco Debenedetti ha replicato agli interventi dei due relatori mettendo prima di tutto in rilievo come da duecento anni le società abbiano delegato alle imprese il compito di creare ricchezza. Questo rimane ancora oggi il loro ruolo fondamentale, nonostante ormai ce lo siamo dimenticati. Inoltre, occorre tenere sempre presente che le grandi aziende Big Tech sono cresciute in un ambiente fortemente concorrenziale, che è la condizione necessaria della prosperità, sia del sistema economico che delle persone.