Visco: salgono i prestiti a rischio

“La qualità dei prestiti bancari non ha finora risentito della crisi, anche grazie alle misure di sostegno e alla ripresa dell’attività economica”.

Il governatore Ignazio Visco è intervenuto oggi nel corso della Giornata del Risparmio: tra le altre cose, ha sottolineato come i finanziamenti bancari alle imprese – grazie a un “significativo aumento del rischio del credito” – siano saliti del 40 per cento dalla fine del 2019. Per tale motivo, la Banca d’Italia sta invitando gli istituti di credito “a continuare a valutare attentamente le prospettive delle imprese affidate e ad effettuare accantonamenti prudenti e tempestivi”. E ancora: “Lo scarso ricorso al mercato dei capitali da parte delle imprese ne ostacola il rafforzamento patrimoniale e le espone al rischio di squilibri nella struttura finanziaria”.

Le parole di Mattarella

In occasione della Giornata mondiale del Risparmio, Sergio Mattarella – presidente della Repubblica – in un messaggio inviato a Francesco Profumo, presidente dell’Associazione di Fondazioni e Casse di Risparmio (Acri), ha detto: “Le ingenti risorse e l’ambizioso programma di riforme del Piano nazionale di ripresa favoriranno la trasformazione della nostra economia verso un modello di sviluppo più sostenibile, innovativo e inclusivo, con la partecipazione di tutte le forze del Paese”.

Il Capo dello Stato, inoltre, ha evidenziato: “La Giornata del Risparmio è caratterizzata, quest’anno, da una ripresa dei ritmi produttivi e dei consumi delle famiglie, alle quali è associata una ripresa degli impieghi”. Non solo: “Il miglior clima di fiducia potrà contribuire a mobilitare rapidamente una preziosa risorsa, come quella del risparmio delle famiglie, tutelata dalla Costituzione, contribuendo alla ripartenza”.

Ancora Mattarella: “La pandemia ha fatto emergere e aggravato alcune delle disuguaglianze della nostra società. In questo contesto, le Fondazioni hanno garantito uno sforzo particolare nel difficile momento dell’emergenza per sostenere le realtà economiche, culturali e sociali messe a dura prova dalla crisi. Nei prossimi anni, il loro ruolo sarà ancora più apprezzabile per sostenere la coesione sociale del Paese, specialmente nel Mezzogiorno, e nel contrasto alla povertà educativa”.

Banche e risparmi

Francesco Profumo ha puntualizzato che per “scongelare” il risparmio degli italiani “bloccato sui conti correnti di famiglie e imprese” e approdato a 1800 miliardi di euro per tramutarlo “in fruttuosi investimenti per il futuro del Paese” non servono solo “gli incentivi fiscali” ma è fondamentale portare avanti la campagna vaccinale, “il riavvio delle attività, le progressive riaperture dei luoghi di svago e di aggregazione, la riattivazione delle scuole in presenza”. Antonio Patuelli, presidente dell’Abi, da par sua ha commentato: “Le banche debbono affrontare la complessa fase successiva alle moratorie e prevedere prudenzialmente la crescita dei crediti deteriorati che non va sottovalutata o sopravvalutata, anche per non alterarne il mercato”. Non solo: “Le banche non debbono essere costrette a svendere i deteriorati con scadenze troppo ravvicinate e rigide, valuteremo gli effetti della riforma della giustizia civile”. Per Patuelli “anche lo Stato avrebbe vantaggi da maggiori investimenti del risparmio: oggi incassa somme irrisorie dalla tassazione al 26 per cento della liquidità depositata nei conti correnti che, con i tassi europei negativi, mediamente in Italia maturano lo 0,02 per cento annuo di interessi lordi”.

L’intervento del ministro Franco

Daniele Franco, ministro dell’Economia, ha precisato come per il nostro Paese sia importante “la dinamica dell’export: se guardate all’ultimo outlook del Fmi, l’Italia è, tra le economie avanzate, tra quelle che hanno maggiore dinamismo per l’export, quest’anno veniamo dietro solo al Giappone, nel 2022 veniamo solo dopo la Spagna”. Inoltre “la bilancia dei pagamenti è positiva per una cifra rilevante, di 3,5 punti del Pil”.

Il ministro Franco ha poi spostato lo sguardo sulla dinamica “molto accentuata degli investimenti: quest’anno gli investimenti fissi lordi dovrebbero aumentare di circa il 15 per cento più che compensando la flessione del 2020, e portare l’incidenza intorno a quasi il 20 per cento del Pil”. Senza dimenticare che “nelle nostre previsioni resterebbe sopra la crescita del Pil anche nel triennio 2022-2024”. Un passaggio ha riguardato pure l’aumento dei prezzi dell’energia, che “è un fattore che può essere di ostacolo al consolidarsi della ripresa. Il Governo è già intervenuto due volte”. Eppure le misure “non hanno impedito l’aumento”. Così “il costo dell’energia per le famiglie è un tema che resta aperto e dovremo individuare interventi ulteriori”.