La Seconda conferenza ministeriale “Italia-Asia Centrale”

L’interesse economico e commerciale che l’Uzbekistan sta generando nei confronti dell’Europa è il frutto di scelte geopolitiche precise, dinamiche che l’attuale presidenza sta intraprendendo e rafforzando. Enormi opportunità che vanno incrementandosi anche per l’Italia e che numerosi analisti invitano a sostenere con la dovuta caparbietà e intraprendenza. Dopo la Prima conferenza ministeriale “Italia-Asia Centrale”, svoltasi il 13 dicembre 2019 nel formato 1+5 presso il ministero degli Esteri, il focus dedicato all’Asia Centrale continua ad essere una prerogativa per le istituzioni nazionali e per gli interessi geopolitici e strategici, dal ruolo cruciale dell’Uzbekistan in ambito energetico e delle connessioni commerciali, alle delicatissime tematiche legate alla sicurezza e alla stabilità regionale e globale, dovute anche delle recenti problematiche generate dall’instabilità della situazione in Afghanistan.

L’Italia continua a nutrire un forte interesse verso l’Asia Centrale, cercando anche di approfondire le relazioni diplomatiche ed economiche secondo i canoni delle convenzioni internazionali riconosciute universalmente e nel rispetto dei principi basilari della democrazia. In tale contesto, importante è implementare il dialogo tra stati, approfondire ed ampliare le relazioni con i Paesi della Regione e affrontare tematiche globali urgentissime quali la sanità, il diritto alla salute e la sicurezza internazionale. Un dialogo che grazie alle politiche dell’Uzbekistan, e all’amicizia che lega il Paese all’Italia, trova vigore e forza con un partenariato diplomatico che rende l’Italia protagonista di nuovi rapporti strategici con il Paese centro-asiatico. La vicinanza tra i due Paesi è al centro della Seconda Conferenza ministeriale “Italia-Asia Centrale”, organizzata congiuntamente dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale dell’Italia e dal ministero degli Esteri della Repubblica dell’Uzbekistan. La conferenza si svolgerà presso la capitale uzbeka, Tashkent, ma sarà lanciata anche in modalità digitale. I lavori saranno co-presieduti dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio e dal ministro degli Esteri dell’Uzbekistan Abdulaziz Kamilov.

L’importanza regionale della conferenza è confermata dalla presenza ai lavori delle istituzioni del Kazakistan, del Tagikistan, del Kirghizistan e del Turkmenistan, oltre innumerevoli rappresentanti delle autorità regionali e internazionali. Obiettivo centrale sarà quello di comprendere, approfondire e sviscerare le opportunità economiche e di collaborazione commerciale in Asia Centrale, valorizzando le prospettive di cooperazione economica tra l’Italia, l’Uzbekistan e l’Asia Centrale, focalizzando l’attenzione sulla diversificazione energetica, la cooperazione agroalimentare e l’export dei macchinari industriali per l’agricoltura centro-asiatica.

Inoltre, un’importantissima sessione speciale sarà dedicata alla collaborazione internazionale in ambito sanitario, approfondendo le nuove dinamiche dell’emergenza sanitaria e gli insegnamenti in tema di tutela e prevenzione che giungono dalla comunità internazionale e dalla reciproca assistenza. Durante i lavori non mancheranno momenti di approfondimento specifici, dedicati ai modelli della governance regionale e alla logistica internazionale, lo sviluppo culturale e storico, le nuove dinamiche dell’economia sostenibile e a basso impatto ambientale e la cooperazione tra università e accademie.

Protagonisti autorevoli della tavola rotonda sono l’International Institute of Central Asia (Iica) dell’Uzbekistan e il Centro ricerche marco polo per le connessioni globali Europa-Asia (Map), ubicato presso l’Università Ca’ Foscari. L’Uzbekistan diviene sempre più un Paese vicino al mondo europeo, un impegno internazionale concreto confermato dal secondo mandato di Shavkat Mirziyoyev. Nel suo discorso inaugurale, Mirziyoyev ha promesso di “seguire strettamente la Costituzione e la legge della Repubblica”, lavorando al rafforzamento delle sinergie e alla crescita economica del Paese.