Dibattito sul nucleare e innovazione per lo sviluppo del Cilento

Il dibattito sulla transizione energetica investe anche le piccole comunità della nostra Penisola che attraverso innovazione, cooperazione internazionale e collaborazione con le imprese e i professionisti della comunicazione sono divenute eccellenze del Mediterraneo da poter imitare in altri contesti. Negli ultimi tempi si è discusso molto dell’energia nucleare. L’attuale Governo, a distanza di più di un ventennio dal referendum abrogativo del 1987, sta valutando di sperimentare la via dell’energia nucleare. Una centrale nucleare brucia uranio e produce energia elettrica ma, a differenza di una centrale termoelettrica, sfrutta reazioni di fissione, circa un milione di volte più energetiche a parità di massa combustibile.

Attualmente l’energia nucleare è oggetto di discussione in tutta Europa e anche le piccole comunità della nostra Penisola tornano a porre l’accento sulle future scelte energetiche. Nel Cilento, le Amministrazioni comunali continuano a protestare contro i ritardi del ministero dello Sviluppo economico e del ministero della Transizione ecologica sui fondi per il programma di metanizzazione. Le priorità del Sud sono innumerevoli, a cominciare dalla metanizzazione e dal gas metano. Sembrerà paradossale, ma ci sono comunità e località nel Mezzogiorno, specie nel Cilento, che ancora non sono rifornite di gas metano.

Secondo alcuni amministratori locali, l’occasione attuale e le opportunità del Pnrr possono far divenire le comunità del Cilento dei laboratori energetici all’insegna della sostenibilità, dell’innovazione, della sperimentazione e della ricerca scientifica. Una proposta originale e innovativa proviene dal sindaco di Pollica, il Comune famoso in tutto il Mediterraneo per aver fatto della dieta mediterranea e del patrimonio materiale e immateriale del Cilento un centro economico, sociale e antropologico studiato in tutto il mondo.

“Siamo di fronte ad un teatrino sterile e inutile, continuiamo ad ascoltare considerazioni di principio da parte del ministro Cingolani sul tema dell’approvvigionamento energetico del nostro Paese, ma ancora non abbiamo visto un’azione concreta sulla principale problematica di competitività del Sistema produttivo italiano” ha dichiarato il primo cittadino di Pollica, Stefano Pisani.

“Il ministro invita i giovani a studiare per progettare nuove soluzioni ad antichi problemi – ha ribadito Pisani – ma chi come lui ha responsabilità di Governo ha l’obbligo di fronteggiare con scelte e azioni i cambiamenti climatici. A oggi, invece, assistiamo allo stallo assoluto delle politiche per la transizione energetica del nostro Paese: anziché promuovere programmi di investimento a burocrazia semplificata per gli impianti da energia rinnovabile, prevedendo l’utilizzo della migliore tecnologia, torna inutilmente sull’energia nucleare. Non c’è più tempo, i cambiamenti climatici stanno per divenire irreversibili, è necessario investire in ricerca e sviluppo per nuove tecnologie che consentano di aumentare la produttività e l’economicità dell’energia rinnovabile. Nel frattempo – ha proseguito – per dare un messaggio concreto potrebbe sbloccare 500 milioni di euro di investimento pubblico e privato che consentirebbero di metanizzare l’ultima area del Paese che ancora attende: il Cilento. Nel fare questo potrebbe addirittura con un piccolo sforzo far diventare l’ultima area del Paese da metanizzare, la prima area del Paese dotata di un’infrastruttura in grado di fornire idrogeno verde adeguando solo le tubature! Sarebbe un bel contributo alla vera transizione ecologica dell’area protetta più grande d’Europa, il Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni”.

Opportunità che potrebbero far divenire il Meridione italiano un hub energetico di innovazione e sviluppo sostenibile, superando la tematica energetica del nucleare. D’altronde, se analizziamo solo le problematiche legate alle emissioni, il nucleare è una fonte energetica del tutto pulita, ma altri fattori devono far riflettere, come l’annosa problematica dello smaltimento delle scorie radioattive.