Ita, Altavilla: “Ora seconda fase, traguardo privatizzazione”

“La compagnia aerea è attraente agli occhi degli investitori”. Lo sostiene Alfredo Altavilla, presidente esecutivo di Ita Airways. In un’intervista al Corriere della Sera, Altavilla afferma come Ita sia “entrata nella seconda fase, che ha come traguardo la privatizzazione”. Nonostante la partenza sia avvenuta nel momento di massimo impatto della nuova ondata Covid, “le massicce azioni sui costi e sulle efficienze hanno permesso alla compagnia di centrare i target economici e di migliorare quelli finanziari del 2021”. Altavilla cita alcuni traguardi raggiunti e altri da raggiungere nel breve termine. “Con il 96,9 per cento di puntualità e il 99,9 per cento di regolarità – sottolinea – siamo al primo posto delle rispettive classifiche internazionali grazie al lavoro della squadra operativa diretta dal dottor Fabio Lazzerini (amministratore delegato di Ita, ndr)”.

Per Altavilla, “prosegue l’espansione della flotta che prevede di inserire 24 aeromobili nel 2022 e lo sviluppo del network con l’aggiunta di 64 destinazioni per la stagione estiva 2022. Nell’ultimo consiglio è stata approvata l’introduzione di 4 nuovi Airbus 220, il più innovativo ed il più ecologico aereo per il trasporto regionale”. Il presidente esecutivo di Ita rivendica numerosi risultati. “Aver reso la compagnia snella, flessibile e competitiva come costi e averla dotata di un innovativo contratto nazionale di lavoro ci ha reso attraenti agli occhi di investitori del calibro di Msc, Lufthansa, Indigo, Certares e altri se ne potrebbero ancora aggiungere nelle more del processo”.

Altavilla concorda totalmente con il ministro dell’Economia Daniele Franco quando sostiene che il processo di privatizzazione di Ita Airways non sia “semplicemente un’asta al miglior offerente. Piuttosto, la ricerca di una partnership strategica che sia conforme a questi criteri: la dimensione industriale – quindi si mira ad una compagnia solida e redditizia – le prospettive di crescita attraverso l’accesso ai mercati strategici e alle rotte di lungo raggio che sono le più profittevoli, tutto questo garantendo non solo la tutela dell’occupazione attuale ma anche il suo sviluppo”.