L’inflazione vola, ma a febbraio aumentano gli occupati

Per il nono mese consecutivo cresce l’inflazione, con un livello che non si vedeva dal 1991. È quanto segnalato dall’Istat, che precisa: “Nel mese di marzo 2022 l’Indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, registra un aumento dell’1,2 per cento su base mensile e del 6,7 per cento su base annua (da +5,7 per cento del mese precedente)”. Parallelamente, l’Istituto nazionale di statistica spiega che a febbraio “rispetto al mese precedente, la crescita del numero di occupati si associa alla diminuzione dei disoccupati e degli inattivi”.

I dati sull’inflazione

L’accelerazione dell’inflazione su base tendenziale è dovuta anche questo mese, secondo l’Istat, “prevalentemente ai prezzi dei beni energetici (la cui crescita passa da +45,9 per cento di febbraio a +52,9 per cento), in particolare a quelli della componente non regolamentata (da +31,3 per cento a +38,7 per cento) e, in misura minore, ai prezzi dei beni alimentari, sia lavorati (da +3,1 per cento a +4 per cento) sia non lavorati (da +6,9 per cento a +8 per cento) e a quelli dei beni durevoli (da +1,2 per cento a +1,9 per cento); i prezzi dei beni energetici regolamentati – si spiega – continuano a essere quasi doppi di quelli registrati nello stesso mese dello scorso anno (+94,6 per cento, come a febbraio). I servizi relativi ai trasporti, invece, registrano un rallentamento (da +1,4 per cento a +1 per cento)”.

“Inflazione di fondo”: le percentuali

L’“inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, sottolinea l’Istat che “accelera da +1,7 per cento a +2 per cento e quella al netto dei soli beni energetici da +2,1 per cento a +2,5 per cento. Su base annua accelerano in misura ampia i prezzi dei beni (da +8,6 per cento a +10,2 per cento), mentre quelli dei servizi rimangono stabili (+1,8 per cento); si allarga, quindi, il differenziale inflazionistico negativo tra questi ultimi e i prezzi dei beni (da -6,8 punti percentuali di febbraio a -8,4). Accelerano sia i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona (da +4,1 per cento a +5 per cento) sia quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +5,3 per cento a +6,9 per cento)”.

L’indice armonizzato dei prezzi al consumo

L’aumento congiunturale dell’indice generale è dovuto, a detta dell’Istat, “ai prezzi dei beni energetici non regolamentati (+8,9 per cento) e in misura minore dei beni alimentari lavorati (+1 per cento), dei servizi relativi ai trasporti (+0,9 per cento), dei beni durevoli (+0,7 per cento) e degli alimentari non lavorati (+0,6 per cento). L’inflazione acquisita per il 2022 è pari a +5,3 per cento per l’indice generale e a +1,6 per cento per la componente di fondo. Secondo le stime preliminari – continua – l’Indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) aumenta del 2,6 per cento su base mensile, prevalentemente per effetto della fine dei saldi invernali, di cui il Nic non tiene conto, e del 7 per cento su base annua (da +6,2 per cento di febbraio)”.

Aumenta l’occupazione

L’Istat, in contemporanea, annuncia che a febbraio, rispetto al mese precedente, “la crescita del numero di occupati si associa alla diminuzione dei disoccupati e degli inattivi”. Più precisamente, l’aumento dell’occupazione (+0,4 per cento, pari a +81mila) “coinvolge uomini, donne, dipendenti a termine, autonomi e under 50; calano i dipendenti permanenti. Il tasso di occupazione sale al 59,6 per cento (+0,3 punti)”. C’è dell’altro: “Il numero di persone in cerca di lavoro diminuisce (-1,4 per cento, pari a -30mila unità rispetto a gennaio) tra gli uomini e per tutte le classi d’età, con l’unica eccezione dei 25-34enni. Il tasso di disoccupazione scende all’8,5 per cento nel complesso (-0,1 punti) e al 24,2 per cento tra i giovani (-0,6 punti). Il calo del numero di inattivi tra i 15 e i 64 anni (-0,6 per cento, pari a -79mila unità), trasversale rispetto al genere, si registra tra i 25-49enni. Il tasso di inattività scende al 34,8 per cento (-0,2 punti)”.

Il confronto

“Confrontando il trimestre dicembre 2021-febbraio 2022 con quello precedente (settembre-novembre 2021), il livello di occupazione è più elevato dello 0,4 per cento, per un totale di 100mila occupati in più – nota l’Istat – la crescita dell’occupazione registrata nel confronto trimestrale si associa alla diminuzione delle persone in cerca di lavoro (-4,3 per cento, pari a -98mila unità) e degli inattivi (-0,7 per cento, pari a -87mila unità). Il numero di occupati a febbraio 2022 è superiore a quello di febbraio 2021 del 3,5 per cento (+777mila unità); aumenta per uomini e donne, per qualsiasi classe d’età e posizione professionale. Il tasso di occupazione è più elevato di 2,6 punti percentuali. Rispetto a febbraio 2021 – conclude l’Istat – diminuisce sia il numero di persone in cerca di lavoro (-15 per cento, pari a -375mila unità), sia l’ammontare degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-5,3 per cento, pari a -723mila)”.