Ucraina, Bonomi (Confindustria): “Conflitto pone tema fattibilità del Pnrr”

“Dobbiamo chiederci se gli impegni presi con l’Europa siano ancora coerenti”. È questo l’interrogativo che si pone Carlo Bonomi. Il presidente di Confindustria aprendo, in videocollegamento, il Sustainable Economy Forum in corso nella Comunità di San Patrignano, nel Riminese, ha detto che sul fronte economico “non possiamo non tenere conto degli effetti del conflitto russo-ucraino. Su tutti, le enormi difficoltà nell’approvvigionamento di materie prime e l’esplosione dei costi dell’energia, che ci hanno già indotto a un taglio drastico delle previsioni sul Pil di quest’anno. Questo pone un tema di fattibilità del Pnrr, legato ai prezzi alla scarsità dei materiali che potrebbero rendere difficile realizzare gli investimenti nei tempi previsti”.

Per Bonomi, “serve una forte presa di coscienza comune: senza un approccio concreto, di lungo periodo e non ideologico, che ci permetta di ridiscutere alcune linee del Piano e rimodulare alcune scadenze, vengono meno le condizioni che sono alla base del concetto stesso di sostenibilità. Che è appunto ambientale ma anche economica e sociale”. Secondo il numero degli industriali, “la sostenibilità che, come sottolineiamo sin dalla prima edizione del Forum, va intesa a 360 gradi e dunque non solo nella sua declinazione ambientale ma anche e soprattutto nelle sue componenti economica e più che mai sociale, resta la chiave per rispondere alle sfide che abbiamo davanti”.

Il presidente di Confindustria è convinto che “alla luce della estrema complessità che stiamo attraversando, è importante sottolineare la necessità di un approccio graduale per accompagnare la transizione, che tenga conto della tenuta economica e sociale del sistema e della stabilità finanziaria, di recente richiamata anche dal governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco”. Bonomi ha sottolineato quanto sia “necessario, inoltre, che la transizione sia supportata anche da un’adeguata copertura finanziaria e da investimenti pubblici e incentivi. In questo contesto – ha chiosato – il Piano nazionale di ripresa e resilienza può e deve rappresentare una leva determinante”.

A giudizio di Bonomi, ancora, “salute, welfare, ambiente, mobilità, digitalizzazione, ricerca, innovazione, finanza, cultura, sono solo alcuni dei campi nei quali sostenibilità e responsabilità sociale sono driver essenziali di sviluppo, di ripresa, ma anche di coesione sociale. Tutto ciò sottolinea in modo netto la necessità di investimenti che siano davvero capaci di assicurare benessere diffuso ed equità sociale: l’importanza di tendere a una società più equa e sostenibile è anche alla base dell’imponente lavoro portato avanti negli ultimi anni dalla Commissione europea”. A tale riguardo, evidenzia Bonomi, si tratta di un “lavoro avviato col Green Deal europeo e con la prima strategia della Commissione sulla finanza sostenibile. Ulteriormente accelerato anche dall’ambizioso pacchetto di proposte Fit for 55 e dalla nuova strategia per la finanza sostenibile”.

Un terreno che vede l’Italia preparata. “Il nostro Paese – ha osservato il leader degli industriali – è peraltro molto avanti nel processo volto ad assicurare piena effettività agli obiettivi di sostenibilità indicati in Europa. Mi riferisco, in particolare alle recenti modifiche della nostra Costituzione che sanciscono il principio di tutela dell’ambiente e pongono l’accento sul ruolo dell’impresa quale attore socialmente responsabile. La sfida della transizione sostenibile è già da tempo al centro delle priorità delle imprese e di Confindustria – ha chiosato Bonomi – In particolare, le imprese italiane sono in prima linea nell’investimento in tecnologie, dedicate al controllo delle emissioni di CO2 per ridurre i consumi energetici e favorire l’economia circolare”.