Vacanze: meno viaggi, colpa di Covid e guerra

I dati parlano chiaro: il 31 per cento degli italiani ha deciso di non andare in vacanza per i prossimi mesi. Nel dettaglio, il 10 per cento per timori legati al conflitto in Ucraina mentre l’8 per cento a causa del Covid e delle sue varianti. Questi i dati emersi in una indagine di Demoskopika, che è stata resa nota in occasione della Bit, la Borsa internazionale del turismo.

Non sono mancate le motivazioni legate all’aspetto economico: il 13 per cento non ha programmato la villeggiatura con la famiglia, sostenendo che non ha le risorse per farlo. Tra le altre cose, è stata calcolata nel Belpaese l’assenza di oltre 300mila turisti ucraini e russi. Ciò significherà una riduzione di 2,4 milioni di presenze, oltre a una contrazione della spesa turistica per circa 180 milioni di euro. Il presidente di Demoskopika, Raffaele Rio, ha commentato: “Il turismo come lo abbiamo conosciuto fino a qualche tempo fa è probabilmente, se non definitivamente, in letargo. In questa direzione, il sistema ha necessità di subire una profonda trasformazione in chiave di sostenibilità per rispondere adeguatamente ai nuovi comportamenti di acquisto dei turisti generati dall’emergenza pandemica”. E poi: “Gli individui, al momento della scelta della vacanza, prestano sempre maggiore attenzione al rispetto delle comunità locali, all’interesse di vivere esperienze uniche immersi nella cultura e nella specificità dei territori, di evitare le destinazioni più note per non contribuire al fenomeno dell’overtourism, di preservare il patrimonio locale. In altri termini, l’emergenza pandemica ha alimentato, in chiave moltiplicativa, l’affermazione sul mercato del turista sostenibile. In questo mutato quadro – ha terminato – è necessario sfruttare consapevolmente le risorse del Pnrr per sostenere la ripresa del turismo dirigendo risorse anche verso aree individuate sulla base della concentrazione di unofferta di servizi integrati e della capacità di attrarre le nuove tendenze di consumo dei turisti”.

Le vacanze nel 2021: i dati dell’Istat

Volgendo lo sguardo all’anno passato, i viaggi degli italiani sono stati 41 milioni e 648mila (281 milioni e 491mila pernottamenti), vicini ai livelli del 2020, ma lontani da quelli precedenti alla pandemia del 2019. Questa la fotografia che ha scattato l’Istat all’interno del rapporto Viaggi e vacanze 2021. Per la precisione, sono stati segnalati “timidi segnali di ripresa” per le vacanze di 4 o più notti (+25 per cento) e per le vacanze estive, con una percentuale di italiani che ha fatto almeno una vacanza tra luglio e settembre salita al 33,9 per cento rispetto al 30,9 per cento del 2020. Pur in ripresa rispetto al primo anno di pandemia (+29 per cento), i viaggi all’estero sono solo il 26 per cento di quelli evidenziati nel 2019. Allo stesso tempo, è stata stabile la scelta di località italiane (89,3 per cento dei viaggi). A pesare nelle scelte degli italiani, hanno detto dall’Istat, sono state le restrizioni e anche l’incertezza correlata alla situazione sanitaria.

Le parole del ministro Garavaglia

Massimo Garavaglia, ministro del Turismo, circa i timori dei viaggiatori legati al conflitto in Ucraina, ha detto all’Ansa: “Nonostante queste grandi preoccupazioni molti italiani hanno già deciso che partiranno per le ferie e spero che anche questo migliori. Certo, ci sarà un impatto, ma quello più forte sarà sul costo dell’energia. Le famiglie in difficoltà avranno qualche problema in più ad andare in ferie. Di fatto, però, la voglia di ripartire in questo momento è tale che lo sforzo si fa. Ci auguriamo che tutti abbiano la possibilità di riposarsi e partire e di godersi le ferie”.