Istat: a maggio cresce la fiducia dei consumatori

Segnali positivi per l’indice del clima di fiducia dei consumatori (da 100 a 102,7) e delle imprese (da 108,4 a 110,9). Questa la fotografia scattata dall’Istat in relazione al mese di maggio. Va segnalato, secondo il report, che ogni componente è in aumento: dal clima economico a quello corrente.

“Con riferimento alle imprese – spiega l’Istituto nazionale di statistica – nell’industria l’indice di fiducia mostra una diminuzione (nella manifattura cala da 109,9 a 109,3 e nelle costruzioni scende da 160,6 a 158,7) mentre nei servizi aumenta decisamente (nei servizi di mercato l’indice aumenta da 97,2 a 103,6 e nel commercio al dettaglio cresce da 103,6 a 105,5)”.

“Quanto alle componenti degli indici di fiducia – continua l’Istat – nella manifattura peggiorano i giudizi sugli ordini mentre le attese sulla produzione sono in lieve aumento; le scorte sono giudicate in accumulo rispetto al mese scorso. Nel comparto delle costruzioni tutte le componenti registrano un’evoluzione negativa. Con riferimento ai servizi di mercato, i giudizi sugli ordini e sull’andamento degli affari migliorano decisamente ma si registra una diminuzione delle attese sugli ordini. Infine – è rimarcato – nel commercio al dettaglio la dinamica positiva dei giudizi sulle vendite e sulle scorte di magazzino si contrappone a un lieve peggioramento delle aspettative sul volume delle vendite future”.

Il fatturato dell’industria

L’analisi dell’Istat, poi, tocca anche il fatturato dell’industria. Si stima che a marzo, al netto dei fattori stagionali, “aumenti del 2,4 per cento in termini congiunturali, registrando una dinamica positiva su entrambi i mercati (+2,6 per cento quello interno e +1,8 per cento quello estero). Nel primo trimestre l’indice complessivo è cresciuto del 4,7 per cento rispetto al trimestre precedente (+ 4,3 per cento sul mercato interno e +5,5 per cento su quello estero)”.

“Con riferimento ai raggruppamenti principali di industrie – viene evidenziato – a marzo gli indici destagionalizzati del fatturato segnano aumenti congiunturali per l’energia (+12 per cento), i beni intermedi (+3 per cento) e i beni di consumo (+1,9 per cento), mentre i beni strumentali registrano una lieve riduzione (-0,5 per cento). Corretto per gli effetti di calendario, il fatturato totale cresce in termini tendenziali del 21,4 per cento, con incrementi del 21,6 per cento sul mercato interno e del 20,9 per cento su quello estero. I giorni lavorativi sono stati 23 come a marzo 2021”.

Infine, per quanto riguarda gli indici corretti per gli effetti di calendario riferiti ai raggruppamenti principali di industrie “si registrano incrementi tendenziali molto marcati per l’energia (+61,9 per cento) e per i beni intermedi (+32,3 per cento), più contenuti per i beni di consumo (+19 per cento) e per i beni strumentali (+3,6 per cento). Con riferimento al comparto manifatturiero, gli aumenti tendenziali riguardano tutti i settori di attività economica, ad eccezione dei mezzi di trasporto”.