Blue economy per il Cilento e creazione dell’Area marina sperimentale

Valorizzare le coste del Cilento, la piccola pesca artigianale e tutelare la biodiversità marina è un interessantissimo programma di proposta politica lanciato da numerosi sindaci delle città costiere. Presso la Marina di Acciaroli, la Giornata del Mediterraneo – svolta l’8 luglio – è stata dedicata alla presentazione pubblica dei lavori finali elaborati dai ragazzi del boot camp Trame Mediterranee, organizzati dal Future food institute, che tornano ad affermare una nuova progettualità del Cilento nella salvaguardia del mare e dell’ambiente. Guidati dal sindaco di Pollica, Stefano Pisani, i sindaci della costa del Cilento, i flag, la comunità scientifica, i giovani innovatori e soprattutto i pescatori hanno sviluppato un programma comune di azione e progettazione per sostenere la proposta di istituzione di un’Area Marina Sperimentale.

L’appuntamento che si è svolto a Marina di Acciaroli, nel territorio comunale di Pollica, nel Salernitano, rappresenta la tappa conclusiva di un percorso nato da una visione politica presentata dal sindaco Stefano Pisani – nel 2019 – all’allora ministro dell’Ambiente, Sergio Costa e recentemente rinnovata in occasione della Eu Agrifood Week, quando in collaborazione con il Future food institute e la rappresentanza della Commissione europea in Italia, si riunì a Castellabate (Salerno) una rappresentanza degli stakeholder locali della filiera ittica. Durante l’incontro emerse l’esigenza di tutelare le imprese pescherecce, mediante anche una diversificazione del reddito e lavorare all’attivazione di misure di ricerca e salvaguardia dell’area costiera e della “risorsa mare”, senza sottovalutare le importanti innovazioni tecnologiche che possono contribuire alla crescita occupazionale del territorio e a nuove attività legate al mare e alla pesca.

Un momento simbolico che ha visto insieme a Stefano Pisani, i sindaci Marco Rizzo, sindaco di Castellabate; Flavio Meola, sindaco di Montecorice, Giuseppe Cilento, sindaco di San Mauro Cilento; Silvia Pisapia, sindaco di Casal Velino; Pietro D’Angiolillo, sindaco di Ascea; Ettore Liguori, sindaco di Pisciotta; Mario Scarpitta; sindaco di Camerota, Rosario Pirrone, sindaco di Centola; Ferdinando Palazzo, sindaco di San Giovanni a Piro; Giovanni Fortunato, sindaco di Santa Marina; Franco Giudice, sindaco di Ispani e Antonio Gentile, sindaco di Sapri.

La proposta di istituire un’Area marina sperimentale nasce dalla consapevolezza di dover progettare, sperimentare e implementare nuovi strumenti di governance del mare, a partire dal protagonismo indiscusso e dal ruolo cruciale dei pescatori a cui va riconosciuto il valore di essere portatori di vero patrimonio intangibile per la protezione degli ecosistemi marini e per la sopravvivenza dello stile di vita mediterraneo. La proposta di costituire un’Area marina sperimentale per la pesca, la ricerca e lo studio, copre il tratto di mare entro le 12 miglia marine comprese tra le coste di Castellabate fino a Sapri. Tra gli obiettivi dell’Area marina sperimentale rientrano le pratiche marine capaci di rispettare i ritmi ecologici e la stagionalità, contribuendo al superamento della logica delle quote pesca, promuovendo di contro un metodo di riduzione dello sforzo di pesca che consenta di premiare le imprese da pesca presenti nell’area di riferimento, lavorando per estendere la conoscenza ecologica e il ruolo dei pescatori cilentani nella custodia e nella salvaguardia attiva delle risorse marine, favorendo una loro partecipazione attiva nelle attività di pulizia dei mari e nella raccolta dei dati utili alla ricerca scientifica.

Inoltre, l’Area marina sperimentale diverrà un hub dove poter sperimentare, insieme ai pescatori, soluzioni innovative per garantire una completa tracciabilità del pescato, in piena linea con la Strategia europea “Farm to fork”, da utilizzare già al momento dell’attività di pesca, garantendo un valore aggiunto sul mercato, fornendo al consumatore finale maggiori informazioni sulla provenienza, la qualità e la tipologia di pesca e abilitando l’effettuazione di scelte consapevoli. La visione proveniente dal Cilento è aperta alla sperimentazione e al superamento innovativo delle comuni Aree marine protette. Nel corso dei decenni, le Aree marine protette sono state istituite per proteggere le specie e gli ecosistemi vulnerabili, preservare la biodiversità, ristabilire l’integrità dell’ecosistema, migliorare la riproduttività delle popolazioni dei pesci e degli invertebrati marini.

La Convenzione sulla diversità biologica aveva stabilito di proteggere il 10 per cento degli oceani entro il 2020. Le prove scientifiche a sostegno dell’uso delle Aree marine protette per la tutela della biodiversità derivano principalmente dalle conoscenze sulle aree marine a protezione integrale, ma la maggior parte di quelle istituite non rientra in questo tipo. Le Aree marine protette rappresentano un importante deterrente per fenomeni quali, ad esempio, la pesca illegale, oltre che uno strumento particolarmente efficace per ripristinare la biodiversità marina e i servizi ecosistemici, ma attualmente solo il 2,7 per cento dell’oceano è protetto in modo adeguato. Questo basso livello di protezione dei nostri mari è dovuto anche ai conflitti con la pesca e ad altri usi estrattivi oltre che, in alcuni casi, a resistenze alla loro istituzione da parte delle amministrazioni locali. Proprio il rapporto con la pesca e le comunità dei pescatori fa emergere l’idea dell’innovativa Area marina sperimentale.

Lavoriamo all’idea di un Area marina sperimentale che si distingue dall’Area marina protetta, poiché invece di inseguire chiusure, abbattendo l’economia dei pescatori, vogliamo sperimentare nuove modalità di gestione del mare, valorizzando il lavoro dei piccoli pescatori e consentendo a tale categoria di divenire protagonista nella tutela del mare, nella valorizzazione e tracciabilità del prodotto ittico e nella formulazione di nuove proposte per generare innovazione all’interno della filiera ittica, comprendere i cambiamenti climatici in atto e censire le specie aliene che sono presenti nelle aree marine del Cilento. Il pescatore nell’Area marina sperimentale diviene protagonista del territorio, non un nemico del mare e della biodiversità, ma un grande alleato per le nostre coste e il nostro mare”, ha dichiarato il sindaco di Pollica, Stefano Pisani, durante la sottoscrizione del Manifesto per il mare e per l’istituzione dell’Area marina sperimentale.

Ciò che emerge dall’ascolto dei sindaci del Cilento è l’importanza e l’urgenza di intervenire presto per preservare le coste del Cilento, non solo attraverso la ricerca scientifica ma anche a livello di istituzioni per aumentare la percentuale di aree soggette a protezione e tutela, con attenzione agli habitat più vulnerabili o degradati, con il fine ultimo di fermare l’erosione della biodiversità nei nostri mari e innescare nuove opportunità occupazionali per i giovani del territorio.