La posidonia diviene fonte energetica

Il primo impianto ad Acciaroli

L’attualità geopolitica è impregnata dalle continue vicissitudini e novità provenienti dalla crisi energetica globale e dall’impatto dei costi energetici sulle imprese e sulle famiglie. Dal Cilento giunge un’originale sperimentazione energetica innovativa, solidale e comunitaria. Il Comune di Pollica è al lavoro con la Miras Energia Srl per la definizione di un project financing che consentirà di produrre energia elettrica attraverso un impianto innovativo di biometano prodotto mediante la lavorazione della Posidonia oceanica spiaggiata. L’impianto sarà il primo in Europa nato con questo specifico obiettivo.

Una tecnologia simile è riscontrabile nel paese delle start-up, Israele, dove l’innovazione e le buone pratiche sono un esempio per tutto il mondo. Grazie alle sinergie e alle attività di ricerca scientifica, sviluppate con la società canadese Anaergia, l’azienda Miras ha messo a punto un progetto innovativo che supera le attuali problematiche di trattamento di questo rifiuto “speciale”, che ha reso fino ad oggi complicato il suo smaltimento. Le foglie di Posidonia, che nel periodo autunnale si spiaggiano sul litorale sabbioso, rappresentano, dal punto di vista ambientale, una risorsa molto importante per gli arenili del Cilento.

La loro sedimentazione protegge le coste dall’erosione, vivificando l’ecosistema della spiaggia, che andrebbe considerata prima di tutto come una straordinaria risorsa ambientale, oltre che luogo ricreativo dalle naturali potenzialità turistiche. La presenza di praterie di Posidonia di fronte le coste cilentane è peraltro un indicatore della qualità ambientale del mare, ove questa pianta svolge numerose e fondamentali funzioni biologiche, offrendo protezione a innumerevoli specie e organismi marini, incamerando più CO2 degli alberi e liberando ossigeno sui fondali, frenando il moto ondoso e proteggendo la costa. Tuttavia, come le piante terrestri anche la Posidonia oceanica perde le foglie in autunno e queste vengono trasportate dalle onde sulla spiaggia, dove sono percepite spesso come un elemento detrattore, che incide negativamente sulla fruizione della battigia da parte dei bagnanti.

Nel corso degli anni, anche a Pollica la questione è stata affrontata con misure tampone, anche in assenza di disposizioni chiare da parte del Ministero dell’Ambiente, spesso interrando le foglie sugli stessi arenili, ma senza risolvere il problema. Con questo progetto, si potrà invece risolvere in maniera sistematica e definitiva un problema annoso per tutta la costa e ricavare da questa risorsa un ulteriore beneficio per l’ambiente e per l’economia del Cilento. Alla fine della primavera, quando la Posidonia spiaggiata avrà ultimato la sua funzione di protezione, sarà rimossa per essere poi trattata da un impianto anaerobico che attraverso la sua lavorazione produrrà biometano e compost.

L’impianto, completamente finanziato con fondi privati, consentirà di trattare la posidonia e la frazione organica dei rifiuti urbani dei Comuni dell’area del Monte Stella e sarà ubicato ad Acciaroli. Il recente studio di fattibilità sul progetto evidenzia come a fronte della ridotta dimensione dell’impianto (capacità di trattamento annua 5.000t) sarà possibile massimizzare i benefici ambientali e sociali per il territorio. Si prevede, infatti, la produzione di circa 1,3 milioni di kwh/annui di energia elettrica che sarà fornita con una tariffa agevolata agli aderenti alla Comunità energetica in via di costituzione del Comune di Pollica.

Da Pollica giunge un buon esempio di economia circolare integrata con le esigenze ambientali e del territorio, trasformando un problema in un’opportunità di sviluppo e ricchezza per le comunità locali. Attraverso un investimento innovativo pubblico-privato i cittadini di Pollica potranno acquistare energia elettrica a prezzi agevolati, oltre che registrare una riduzione dei costi di smaltimento dei rifiuti urbani.

D’altronde, la comunità di Pollica, con la guida dell’amministrazione comunale, non è nuova alla sperimentazione di nuove modalità di sviluppo sostenibile del territorio, con progetti di recupero dei piccoli e bellissimi borghi della costa cilentana. Grazie al Future Food Institute, attivo proprio a Pollica, la comunità locale è inserita all’interno del network Cites 2030 della Commissione europea, per rilanciare percorsi di innovazione verso la neutralità climatica entro il 2030.

Le azioni di ricerca e innovazione riguardano la mobilità green, l’efficienza energetica, l’urbanistica verde e offriranno la possibilità di realizzare iniziative comuni e potenziare le collaborazioni in sinergia con altri programmi europei. Cities 2030 si prefigge di innovare e ottimizzare i cicli di produzione, distribuzione e smaltimento dei rifiuti urbani, con l’obiettivo di supportare le città ad attuare misure per contrastare i cambiamenti climatici e perseguire gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.