Democrazia dei centri
di salute mentale

di Arturo Diaconale

13 aprile 2017EDITORIALI

 

Pare che abbiano partecipato e votato in poco più di diecimila i militanti del Movimento Cinque Stelle che si sono pronunciati sulle linee qualificanti del programma di governo del loro movimento. Le indicazioni sono state chiare: no alla Nato, no alla Ue, no all’Euro e no a qualsiasi altra iniziativa come l’Alta velocità, il gasdotto o qualsiasi altra grande opera che comporti sviluppo di tipo capitalistico.

I diecimila della democrazia diretta non si sono ancora pronunciati sulla proposta che più caratterizza i Cinque Stelle, quella sul reddito di cittadinanza. E non hanno ancora preso in considerazione l’idea lanciata loro dal sociologo paleomarxista Domenico De Masi che per assicurare il lavoro a tutti prevede che tutti lavorino gratis e che campino, ovviamente, a spese dello Stato attraverso il reddito di cittadinanza. Ma è scontato che i diecimila della democrazia diretta via web non si lascino scappare l’occasione di approvare entusiasticamente il progetto della società dove nessuno fa più nulla perché tanto la sopravvivenza è comunque assicurata dalle strutture pubbliche.

Al momento nessuno si pone l’interrogativo sul dove porterebbe un programma formato dall’uscita dalla Nato, dall’Europa e dall’Euro e la contemporanea cessazione di qualsiasi impulso allo sviluppo e al lavoro. Verso una gigantesca Svizzera dove i cittadini non lavorano e si godono l’ozio latino in attesa dell’assegno di sopravvivenza mensile inviato dall’Inps?

Una prospettiva del genere dovrebbe far rabbrividire chiunque provvisto di un minimo di sale in zucca. Evoca scenari alla Pol Pot, con la differenza che il capo comunista cambogiano pretendeva di trasformare tutti i cittadini in contadini mentre i Cinque Stelle vanno oltre e ipotizzano la società dei perdigiorno assistiti.

Si dirà che un’ipotesi del genere è talmente demenziale da non valere la pena neppure di essere contestata. Al contrario, ciò che va denunciato con forza è la pretesa che a decidere un programma destinato a incidere su sessanta milioni di italiani possano essere solo diecimila frequentatori ossessivi della Rete. Perché ciò che viene spacciato come forma moderna della democrazia diretta altro non è che masturbazione mentale di piccole frange psicotiche o paranoiche che vivono ossessivamente il loro rapporto con il personal computer. Si può delegare alle minoranze dei centri di salute mentale il futuro della società italiana?