Un teatrino a Cinque Stelle

Dunque, con una stupefacente letterina di Virginia Raggi al Prefetto di Roma, il Movimento Cinque Stelle sembra tentare una disperata virata a destra, con l’evidente scopo di recuperare un consenso messo in forte discussione nelle recenti elezioni amministrative.

Una mossa, chiaramente ispirata dai vertici grillini, che la dice lunga sull’impostazione di fondo di un non-partito aziendale dominato da un comico che ha sempre fatto dell’improvvisazione la sua cifra artistica e politica. Tuttavia, ciò che può risultare ben gradito all’interno di uno spettacolo d’intrattenimento basato su estemporanee battute del mattatore di turno, non risulta accettabile da parte di chi si candida a governare un Paese strutturalmente problematico come il nostro. L’idea che si possano prendere i voti semplicemente fiutando l’aria del momento, e conseguentemente accordandosi a chiacchiere con i vari desiderata della popolazione, è roba da guitti della politica che si cimentano in una competizione democratica col piglio dei venditori televisivi di pentole.

Tutto questo denota, se ne ce ne fosse ancora bisogno, la sostanziale inconsistenza programmatica di un Movimento che deve la sua credibilità a un brillante uomo di spettacolo il quale è riuscito a sfruttare al massimo la crisi dei partiti tradizionali. Ma al di là di un generico richiamo all’onestà, sotto il vestito dei grillini non c’è praticamente nulla. Nessuna seppur abbozzata linea politica di un certo respiro sembra caratterizzare il M5S. Una compagine scombiccherata che sta offrendo l’esilarante spettacolo di un Grillo sempre più ondivago che a mo’ di puparo muove le sue truppe parlamentari più fidate. Proprio sul piano della citata lettera della sindaca di Roma, Luigi Di Maio, oramai incamminato sulla strada dell’avanspettacolo, si è immediatamente allineato all’ennesima genialata del suo capo indiscusso, attaccando con parole di fuoco l’Unione europea, l’Esecutivo in carica e il ministro degli Interni.

Altro che comiche finali, con il Movimento 5 Stelle siamo in pieno dramma pirandelliano: poche e molto confuse idee, ma molte maschere da presentare alla società.