Il collante di “quota quaranta”

Fino a settembre scorso tutti i sondaggi davano per scontato che in Sicilia il Movimento Cinque Stelle avrebbe vinto agevolmente le elezioni regionali e che l’unica forza in grado di frenarne l’ascesa sarebbe stata quella formata dall’alleanza proposta dal sindaco di Palermo Leoluca Orlando tra il Partito Democratico, gli alfaniani e i seguaci dell’ex governatore Rosario Crocetta. I commentatori, a loro volta, rilevavano che sulla base di queste previsioni la Sicilia sarebbe stata la prima prova della partita che nei mesi successivi sarebbe stata giocata a livello nazionale tra i grillini antisistema proiettati verso la conquista del governo del Paese e il Pd di Matteo Renzi trasformato nella sola diga contro il populismo montante. Nessuno, ovviamente, tra i sondaggisti e i commentatori, prendeva in considerazione il centrodestra considerato a rimanere comunque fuori gioco e condannato, al massimo, a diventare un supporto esterno della diga renziana sia a livello regionale che a livello nazionale.

I risultati elettorali hanno ribaltato completamento questo schema. E sono andati anche oltre. Perché hanno dimostrato non solo che l’alternativa al Movimento Cinque Stelle non è la sinistra divisa e lacerata, ma il centrodestra rigenerato dall’ennesima ricomparsa di Silvio Berlusconi e, soprattutto, che questo centrodestra può addirittura arrivare a conquistare a livello nazionale il quaranta per cento dei consensi e diventare la forza di governo del Paese senza alcun bisogno di larghe intese, anche in condizioni paritarie, con il Pd renziano.

Chi insiste nel sottolineare come in realtà il centrodestra non sia uno schieramento omogeneo ma sia penalizzato dalla ferma intenzione di Matteo Salvini di frenare la rinascente leadership di Berlusconi, non tiene conto che la realistica prospettiva di andare oltre il quaranta per cento è destinata a far superare tutte le diversità e le possibili lacerazioni tra i partiti della coalizione e i rispettivi leader.

Non c’è migliore collante della concreta speranza di successo. E non è un azzardo dare per certo che il traguardo a portata di mano di “quota quaranta” imporrà il superamento delle divisioni.