I grillini contano sul trasformismo

Per consolarsi della mancata vittoria siciliana i dirigenti del Movimento Cinque Stelle insistono nel sottolineare come il loro sia il partito più votato non solo nell’Isola ma in tutto il territorio nazionale.

Ognuno, ovviamente, ha il diritto di lenire le proprie delusioni come meglio crede. Ma in questa auto-consolazione dei grillini c’è un elemento di illusione che merita di essere sottolineato. Cioè l’illusione che dopo le elezioni politiche nazionali sarà sufficiente essere il partito più votato per ottenere dal Presidente della Repubblica l’incarico di formare il nuovo governo. 

La prassi della Prima Repubblica stabiliva sicuramente una regola del genere. Ma in quella lunga stagione politica il partito che otteneva la maggioranza relativa poteva rivendicare il diritto di formare il nuovo Esecutivo non solo sulla base dei propri voti ma, soprattutto, sulla base della propria capacità di realizzare alleanze in grado di dare una maggioranza di governo ampia e stabile al Paese.

Può essere che il Movimento Cinque Stelle possa diventare dopo le prossime elezioni il partito con il maggior numero di voti. Ma potrà mai essere in grado di realizzare le alleanze necessarie per formare quella maggioranza che è indispensabile per dare vita a un governo stabile?

I dirigenti grillini ribadiscono di non avere alcuna intenzione di realizzare alleanze con altre forze politiche. E per superare l’argomento che senza alleanze il Movimento Cinque Stelle non può dare vita a un qualsiasi governo, i pentastellati sostengono che una volta ottenuto l’incarico il proprio leader, Luigi Di Maio, presenterà il proprio programma e chiederà al Parlamento di sostenerlo.

La convinzione nascosta di questa posizione è che il terrore di andare ad elezioni anticipate dopo pochi mesi dall’ingresso in Parlamento spingerà un numero sufficiente di deputati e senatori a sostenere il governo grillino. Ma chi saranno questi parlamentari che eletti in altre forze politiche accetteranno il programma e il governo dei grillini pur di conservare la propria poltrona? Saranno necessariamente dei voltagabbana privi di etica e moralità. Ma può il partito dell’onestà ad ogni costo fondare la sua rivendicazione del governo su un progetto segnato esclusivamente dal trasformismo per interesse personale?