Politica e media: tra neo-trasformismo e conformismo

Certo che è una bella gara fra politici e mass media a chi sfrutta, più male che bene, il neo-trasformismo politicante e il neo-conformismo comunicante, come se i primi influenzassero (o meglio, copiassero) i secondi.

La gara fra Matteo Renzi e Luigi Di Maio che il nostro direttore ha rilevato, si aggiorna quotidianamente in una sorta di dare e avere reciproco, dentro e fuori dal settore di competenza, talché, leggendo per esempio quasi tutte le cronache della visita in Usa del candidato premier (per ora) del Movimento 5 Stelle, si viene colti da una speciale noia, quella che accompagna quasi all’unisono la descrizione non di una visita politica, che resta comunque tale, ma un evento a dir poco memorabile, presentato come una copia della visita, quella sì storica, di De Gasperi a Truman.

Ma a cercare le memorabilia si perde solo tempo, giacché basta una superficiale scorsa dei nomi degli americani che hanno stretto la mano a Di Maio per rendersi conto, con un minimo di obiettività, che le personalità incontrate erano tutte, ma proprio tutte, di secondo se non di terzo piano. Che poi la visita sia servita agli scopi di Beppe Grillo, ma soprattutto di Casaleggio, è un fatto certo, ed è un peccato che proprio su un fatto che aveva come unico obiettivo di mostrarsi cambiati, diversi, più buoni e soprattutto più “nuovi che più nuovi non si può”, pochissime riflessioni degli accompagnatori sono state rilevate.

Perché proprio a questo mirava Di Maio, a riposizionare se stesso e il movimento su una lunghezza d’onda più filo Nato che “anti”, più vicina agli Stati Uniti che al Terzo mondo, più filo Trump - del quale non s’è vista alcuna mano stringente quella dimaiana, come invece era stato annunciato urbi et orbi - che filo Putin, benché, a tal proposito, risaltino le affermazioni del grillino Manlio Di Stefano chiaramente a favore di Putin e della di lui propaganda politica, e denunciante una diffusa ma ingiusta e immeritata russofobia. Di Maio è apparso alla ricerca di una legittimazione Oltreoceano tanto più necessaria quanto più il M5S sente vicine le elezioni e, nel contempo, avverte segnali interni di insoddisfazione, anche per via della rivendicata “onestà onestà!” contro tutti gli altri partiti “corrotti e impresentabili dalle Alpi al Lilibeo”; e poi capita loro l’arresto per corruzione di un personaggio di punta delle elezioni sicule, sullo sfondo delle informazioni di garanzia alla Raggi, alla Appendino e via indagando. Che poi il grillismo, come forma di protesta radicale contro tutti i “vecchi” movimenti, debba prendere meno voti, questo è un altro discorso. Che prima o poi faremo, anche se, nella loro corsa a non apparire una costola della sinistra, troveranno alla loro destra, cioè al centro, un Silvio Berlusconi in piena forma che ben difficilmente regalerà a loro consensi, anzi.

Quanto alla questione del conformismo comunicativo, la vicenda delle molestie sessuali o sexgate, in Usa e in Italia, pur denunciando fatti indubbiamente gravi e quindi da sancire con la legge, rivela altresì che gran parte di queste sanzioni - cioè di condanne dopo regolari processi - sono assai difficili in tribunale ma di fatto già eseguite (e con effetti clamorosi) sui mass media, specie in televisione, il cui altoparlante è sempre più acceso, con un particolarissimo occhio all’audience. E il caso del regista Fausto Brizzi la dice lunga, sia sulle sue non improbabili malefatte, sia sulla crescita day-by-day delle nuove denunce di aspiranti attrici al punto tale da far scendere in sua difesa la di lui moglie che parla di “tribunale mediatico” contro il marito tanto da “rimanere barricata in casa senza nemmeno portare mia figlia al parco”.

Insomma, occhio alle calunnie, come ha rilevato il procuratore generale di Perugia, Fausto Cardella, che ha dichiarato che queste da sole non bastano e che “c’è una domanda che il pm non può non farsi. Perché non lo hai detto subito? Perché lo dici ora? Una cosa è assumersi una responsabilità e farlo alla Procura o ai carabinieri, altro alla televisione”.

Dove si va rivelando un versante che fa a pugni con la comunicazione degna di questo nome: il conformismo. Appunto.