La suggestione frontista più forte di quella ulivista

Non c’era alcun bisogno della mediazione di Romano Prodi per convincere Giuliano Pisapia a dare vita a una lista civetta per togliere voti alla sinistra alternativa e favorire il Partito Democratico. Che l’ex sindaco di Milano fosse orientato a sostenere Matteo Renzi era più che evidente. E solo l’informazione conformista e politicamente corretta poteva annunciare come risultato straordinario un evento che probabilmente era stato precostituito da tempo per venire portato alla luce al momento debito.

Il miracolo dell’unità della sinistra, quindi, non si compirà. Non solo perché né Romano Prodi e neppure Walter Veltroni hanno le straordinarie capacità riservate ai santi conclamati, ma perché non esistono le condizioni politiche per una ricomposizione che alle tante ragioni di inconciliabile divisione ne incomincia ad aggiungere una nuova, forse la più grande e pericolosa.

La sinistra anti-renziana sa perfettamente che rinunciando a qualsiasi intesa con il Pd il suo risultato elettorale non riuscirà a diventare di due cifre. Ma oltre a sapere altrettanto bene che per allearsi con il Pd renziano dovrebbe accettare di essere marginalizzata definitivamente dal suo vendicativo nemico, incomincia a intuire che mantenendo la propria posizione alternativa a Renzi potrebbe conquistare un ruolo politico di importanza straordinaria nella prossima legislatura. Quello di alleato non richiesto ma comunque al fianco del Movimento Cinque Stelle per dare vita a uno schieramento radicale di forza pari se non superiore a quello del centrodestra. Uno schieramento in grado di infilare il Pd nella morsa di un neo-bipolarismo che ne potrebbe provocare l’implosione definitiva.

Altro che nuovo ulivismo di cui si riempiono la bocca gli stenterelli del prodismo debole! La sinistra anti-renziana incomincia a sognare un nuovo frontismo con i grillini contando di poter usare questa alleanza come l’ariete più efficace per spezzare ulteriormente il Pd e scacciare il nucleo renziano dall’area della sinistra e relegarlo nella galassia centrista insieme ad Angelino Alfano e Pier Ferdinando Casini.

La suggestione ulivista può convincere Pisapia. Ma quella frontista può esaltare la stragrande maggioranza della sinistra post-comunista!