I gattopardi della prorogatio

È nato il partito della prorogatio. Quello che spera nell’ingovernabilità prodotta dalle elezioni di marzo per poi poter andare a nuove elezioni entro giugno da cui far scaturire finalmente un Governo stabile per il Paese. Ma quale potrebbe essere questo Governo che dovrebbe nascere dal fallimento del primo turno elettorale e da una nuova competizione elettorale pre-estiva celebrata sotto l’incubo di uno sconquasso istituzionale? La risposta buffa a tale domanda è che, per il partito della prorogatio, il Governo destinato a spuntare fuori dalla fase più difficile e drammatica della storia repubblicana (due elezioni nel giro di pochi mesi con il fantasma del collasso del sistema non ha precedenti) dovrebbe essere assolutamente simile a quello esistente. Cioè un Governo Gentiloni bis, con Marco Minniti all’Interno, Pier Carlo Padoan all’Economia e, naturalmente, l’eterno ministro Alfano agli Affari esteri. Un Governo che di fatto non scenderebbe mai di sella visto che da marzo a giugno rimarrebbe in carica per il disbrigo degli affari correnti e da luglio in poi tornerebbe nella pienezza dei propri poteri a governare il Paese come se nulla fosse successo nel frattempo.

Purtroppo per loro, però, i promotori di questo progetto non tengono conto che la Prima Repubblica è finita da un pezzo. Allora si sarebbe potuto ipotizzare l’applicazione del gioco dell’oca per la soluzione del problema della governabilità. Le condizioni politiche generali consentivano ogni genere di esperimento governativo visto che gli equilibri internazionali assicuravano una stabilità assoluta al sistema democratico del Paese. Ma oggi che quegli equilibri sono totalmente instabili e non c’è nessun alleato, neppure gli Usa, in grado di garantire la stabilità della democrazia italiana, come immaginare che si possano celebrare due tornate elettorali nel giro di sei mesi senza conseguenze devastanti non solo sul quadro politico ma anche sulla tenuta delle istituzioni e sulla convivenza civile della società italiana?

I nuovi gattopardi, che vorrebbero cambiare tutto affinché tutto rimanga più fermo di prima, scherzano con il fuoco. L’auspicio è che a bruciarsi siano solo le loro fantasie. E la speranza è che a farlo sia la saggezza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella!