La quota quaranta del centrodestra

L’unica speranza di poter assicurare un governo stabile al Paese nel corso della prossima legislatura passa attraverso l’eventualità che la coalizione di centrodestra superi la quota del quaranta per cento alle prossime elezioni.

Chi ipotizza un Gentiloni bis o un governo del presidente a guida grillina crede ai propri sogni e non sa fare di conto. Le cifre dei sondaggi indicano che non esiste alcuna possibilità di dare vita a una qualche maggioranza in grado di formare il governo. Non esiste l’ipotesi di larghe intese visto che Partito Democratico e Forza Italia non hanno i numeri sufficienti per assicurare stabilità a un loro governo. Non esiste l’ipotesi del governo di minoranza del Movimento Cinque Stelle visto che anche se i grillini trovassero l’appoggio del partito di Pietro Grasso non riuscirebbero mai a creare una maggioranza in Parlamento. E non esistono, sempre sul piano numerico, altre combinazioni più fantasiose come una alleanza tra Lega e Cinque Stelle o tra Forza Italia, Pd e Fratelli d’Italia.

Naturalmente non si possono escludere fenomeni di transumanza da parte di pezzi di qualche partito in nome di una governabilità che, come si è visto nella presente legislatura, equivale ad occupazione di poltrone. Ma un fenomeno del genere dovrebbe essere molto ampio, massiccio. E al momento nulla lascia immaginare che un evento del genere possa concretamente verificarsi.

Di possibile, quindi, rimane solo che uno degli schieramenti in campo raggiunga e superi la quota del quaranta per cento ottenendo quel premio di maggioranza che darebbe stabilità reale al futuro governo. E l’unico schieramento in grado di compiere l’impresa è quello di centrodestra che cresce di settimana in settimana e che la concreta possibilità di toccare la quota fatidica e conquistare il premio di maggioranza.

Il voto utile per la governabilità del Paese è solo questo. Ed è bene che nel corso della campagna elettorale i dirigenti del fronte moderato insistano su questo punto. Per evitare il caos dell’ingovernabilità non c’è altra strada!