I lati mancanti al quadrato Pd

Il Partito Democratico di Matteo Renzi avrebbe voluto essere una sorta di riedizione della Democrazia Cristiana della Prima Repubblica. Cioè l’asse portante della politica nazionale. Ma il disegno del segretario del Pd è durato solo pochissimi anni. La legislatura che si chiude segna in maniera inequivocabile la fine fallimentare di un progetto che se fosse passata la riforma istituzionale predisposta da Renzi avrebbe potuto andare avanti almeno per un decennio.

Le ragioni di questo fallimento sono molteplici. Ma la vicenda che ha colpito Maria Elena Boschi dimostra che tra le tante c’è anche quella della tendenza del Pd di imitare la vecchia Democrazia Cristiana anche nei suoi difetti più evidenti, primo fra tutti quello di non fronteggiare unitariamente le polemiche e le aggressioni esterne ma di utilizzarle e strumentalizzarle sempre e comunque per liquidare i conti tra le diverse fazioni interne del partito. Giulio Andreotti descriveva ironicamente questa tendenza dicendo che ai “quadrati democristiani mancava sempre un lato”.

Nel Pd, come dimostra il caso Boschi, i lati mancanti del quadrato che avrebbe dovuto difendere la principale collaboratrice di Renzi (e, quindi, Renzi stesso) si sono addirittura moltiplicati. Con il risultato paradossale che il segretario, riconfermato nella sua leadership con circa due milioni di voti nelle ultime consultazioni interne del Pd, si ritrova solo a combattere contro il nugolo di nemici che lo ha circondato e che aspetta le prossime elezioni nazionali per liquidarlo definitivamente.

La vecchia Dc poteva permettersi l’anomalia del lato costantemente mancante nei quadrati a difesa dei propri esponenti di maggiore spicco. La Guerra fredda tra i due blocchi le garantiva il ruolo di asse portante della politica del Paese e trasformava l’assenza dei lati in una sorta di processo di selezione e cambiamento interno di classe dirigente.

Ma il Pd, come la Dc nel suo ultimo decennio di vita, non ha la protezione degli equilibri internazionali. Così il processo di selezione e cambiamento di classe dirigente diventa un fenomeno di autodistruzione incontenibile. Le forze politiche diverse dal Pd hanno tutto il diritto di sfruttare il masochismo dei dirigenti democrats. Ma farebbero bene anche a riflettere sul fenomeno. Che può scattare e diventare devastante anche per loro!