Inseguire i grillini non porta consensi

È inutile girarci intorno. L’estrema complessità del quadro politico, unita all’estrema incertezza del dopo voto, favorisce un tipo di campagna elettorale molto oltre i confini della realtà, in cui si compete a colpi di promesse mirabolanti. Tra fantomatici redditi di cittadinanza e abolizioni di tasse, imposte e di ogni genere di vincolo di bilancio, si ha la sensazione che le principali forze in campo cerchino di capitalizzare il massimo del proprio consenso potenziale, in attesa della vera partita che si giocherà presumibilmente all’indomani del 4 marzo. Ma nel fare ciò gli avversari del Movimento Cinque Stelle sembra che stiano ripetendo l’errore a suo tempo già commesso dall’allora Presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Ossia inseguirli sul loro terreno preferito, quello delle promesse mirabolanti. Ed ecco che proprio per emulare il miracolo più rilevante, sono spuntati come funghi redditi di inclusione, di dignità, di sopravvivenza e chi più ne ha più ne metta.

Tuttavia, soprattutto nei riguardi dell’elettorato più riflessivo e, per questo, più incline all’astensionismo di fronte a una pessima offerta politica, si tratta di un doppio errore di prospettiva. In primis, come appena accennato, perché l’annuncio tambureggiante di prodigi che fanno letteralmente a pugni con la realtà non può certamente smuovere la gran massa silenziosa di scontenti e delusi che, almeno in una buona parte dei casi, preferirebbe affidare le sorti del Paese a un Governo serio e responsabile, anziché farsi convincere dagli insensati progetti economico-finanziari dei grillini e di chi, incautamente, pensa di contrastarli assumendone parte dei loro deliranti argomenti.

Ed è qui che emerge il secondo errore di prospettiva. Infatti, mi sembra evidente che il grosso del consenso i pentastellati non lo ricevano in virtù, o a causa, delle loro farneticazioni programmatiche, basate spesso su spese folli in cui una identica copertura viene utilizzata decine di volte. Gli uomini al comando di Beppe Grillo debbono il loro successo quasi unicamente al fatto di presentarsi come radicale alternativa al sistema dei partiti, sfruttando al massimo grado proprio la scarsa offerta politica che da tempo affligge il nostro confuso Paese. Sotto questo profilo essi, come in effetti fanno da tempo, possono permettersi il lusso di raccontare alla componente più rancorosa del popolo che gli asini volano senza per questo diminuire i proprio appeal elettorale. Cosa che invece è negata agli altri partiti, soprattutto quelli che negli ultimi anni hanno avuto responsabilità di Governo. Per costoro la strada della ragionevole moderazione, di fronte agli avventurismi irresponsabili dei grillini, risulta quasi obbligatoria.