Meritiamo una classe politica di qualità

Oggi, in Italia ci sono tanti giovani, adulti e anziani che, sul piano politico, valgono molto di più degli attuali protagonisti televisivi del firmamento a cinque stelle e leghista. Abbiamo raggiunto il punto più basso della nostra storia repubblicana. Pensavamo che il governo di Matteo Renzi fosse stato il punto di caduta da cui il Paese si sarebbe rialzato, invece è stato il punto di non ritorno. E siamo punto e a capo. Chi ha studiato, si è preparato, ha vissuto la strada della politica alta è escluso dal Palazzo per dare posto a chi si presenta come nemico del pensiero liberale e fautore dell’antipolitica o dell’antidemocrazia. In Italia, ci sono tantissime personalità autorevoli che potrebbero essere la spina dorsale di una politica seria, credibile, lungimirante. Forse, neppure queste personalità, anche giovani, riuscirebbero nell’impresa di risollevare i grandi ideali di libertà, uguaglianza e fraternità aprendo le porte a un futuro di benessere e di ritrovata convivenza civile, ma quelli di oggi falliranno sicuramente. Ed è una sciagura perché il prezzo lo pagheranno i cittadini e, soprattutto, le nuove generazioni. Se permettete di generalizzare, questa classe politicante è uno schiaffo in faccia a chi ha speso una vita per imparare l’arte della politica. Si potrebbe dare spazio, voce e visibilità ai Corsari. Invece, sono anni che ci propinano sempre di più una classe dirigente mediocre, scarsa e inconcludente. Oggi più di ieri. Vogliono umiliare la qualità.

Perché scrivo quello che scrivo? Perché, in questi giorni, l’evidenza di una classe politica inadeguata è apparsa in modo inequivocabile sotto i nostri occhi. Basterebbe aprirli. Sono degli improvvisati, degli sprovveduti e degli improvvidi. Al governo abbiamo il prodotto del solito Vecchio Regime. Con un volto nuovo e un vestito tirato a lucido, ma quello è. Si tratta della metamorfosi del Potere. Nulla è cambiato. I metodi sono rimasti gli stessi. Infatti, anche questo governo è nato da un ribaltone. Anche se i pentastellati non vogliono ammetterlo. Personalmente, non so se sarei in grado, ora come ora, di essere un buon parlamentare o diventare un buon ministro, ma quelli che ci sono adesso mi lasciano un ampio margine di speranza. Quando vedo i ministri e i parlamentari in tivù resto attonito, incredulo, amareggiato per il basso livello raggiunto. 

La politica ha necessità di donne e uomini di uno spessore diverso, sia nell’agire che nel pensare. Meritiamo, come cittadini, una classe dirigente di qualità, di persone preparate. Non è possibile che emergano personaggi senza esperienza politica e senza cultura. Soprattutto, senza cultura politica. Magari, la maggior parte di loro sarà pure composta da brave persone, ma non valgono granché come politici. Forse, valgono di più come esponenti del Potere egemone. Questi pentaleghisti stellati e super onesti, da anni sono presenti in tivù dalla mattina alla sera, sono su tutti i giornali e quotidiani, sono intervistati ogni volta in prima pagina o in prima serata, senza contraddittorio, affinché possano recitare il loro monologo. Del resto, sono stati scelti dal Potere egemone a rappresentare gli interessi del popolo. Ma non si capisce che ci stanno ingannando? È talmente chiaro. Lampante. Non sarebbero mai emersi se non fossero espressione di interessi superiori da far cadere sulla testa dei cittadini, a discapito di chi crede nelle loro recite e applaude.

“La Libertà muore sotto scroscianti applausi”, recita una bellissima battuta del film “Star Wars – La vendetta dei Sith”. Ormai, la giornata di lutto è trascorsa e, dopo il doveroso silenzio delle scorse settimane, nel pieno rispetto del dolore di chi ha perso i propri affetti più cari e come segno di cordoglio per le vittime di Genova, vorrei oggi dire qualcosa. Anche perché il mio silenzio di ieri è stato dettato sia dal rispetto per tutte le sofferenze dovute al crollo del Ponte Morandi sia dal fatto che mi sono sentito in sintonia con quanti hanno esortato a essere uniti di fronte a sciagure e tragedie come questa e a non creare sentimenti di rabbia oltre a quelli già esistenti e, direi, comprensibili. Ora, però, qualcosa mi sento di poter scrivere. Anche se riguarda soltanto parzialmente i fatti di Genova e solo in parte sono parole scaturite dalle troppe chiacchiere di questi ultimi giorni. Anzi, sono pensieri che non sono assimilabili alle chiacchiere di cui sopra né risentono di una politica spoliticizzata e politicante divenuta padrona assoluta della scena e del dibattito pubblico.

In generale, con alcuni distinguo, si è imposta, in Parlamento e nelle urne, una pletora di poveri cristi senza un briciolo di cultura politica, senza una seria preparazione politica, senza una storia, senza memoria, improvvisati e sprovveduti. L’attuale governo appare ed è il frutto di una maggioranza nata da un vero e proprio ribaltone, che ha messo insieme due forze o due liste che si sono presentate alle elezioni come alternative. La pessima legge elettorale, fondata ancora sulle liste bloccate, sui nominati e sulla quota proporzionale, ha prodotto il caos. Dalla miscela esplosiva composta da una classe dirigente inadeguata e dal caos provocato dalla legge elettorale è nato l’attuale governo. Per natura, sono una persona umile, ma non modesta e, sinceramente, non vedo figure politiche di spessore che mi facciano dire: questi sono la parte migliore del nostro Paese. Vedo dilettanti, affaristi, furbetti, prepotenti, voci e volti del Potere dominante. Vedo, in gran parte, profili di figure mediocri, manipolabili, senza cultura, fuori luogo o, se si vuole, vedo poveri cristi eterodiretti.

Questi qui sono il segno concreto dell’umiliazione fatta subire a chi ha sempre cercato di prepararsi per essere all’altezza del compito. È l’umiliazione per tutti coloro che, per anni, si sono dedicati alla politica con il cuore in mano e la testa sui libri per studiare, conoscere e migliorare se stessi. Questi di oggi sono forse peggiori di coloro che vi erano prima e che, personalmente, ho criticato, stimolato e incalzato perché sapevo che non sarebbero stati all’altezza del loro compito. E ho cercato di essere una spina nel loro fianco o, almeno, un oppositore costruttivo. Non da solo, ovviamente. Insieme ai Corsari che tengono alta la bandiera della Libertà e della responsabilità. Perché si capiva benissimo che la classe dirigente di ieri rappresentava il Vecchio Regime. Ma i “gerarchi” di adesso sono un salto esponenziale verso l’ingiustizia. Senza libertà.

Arriveranno un giorno i Corsari a costruire la politica vista come l’arte del vivere... meglio! Arriveranno i Corsari a porre rimedio a tale ingiustizia che toglie speranza, toglie forza, premia la mediocrità più assoluta, erige muri e distrugge il nostro futuro. Me lo auguro. Invece di ponti che crollano, metafora dei giorni nostri oltre che straziante tragedia umana, servirebbe costruire ponti. Davvero. Ponti che possano collegare, far incontrare e dialogare. Dove crollano ponti si erigono muri. Purtroppo. Tutto ciò accade perché si confonde la Politica col Potere. La Politica è la Forza mentre il Potere è il Lato Oscuro. E dire, che basterebbe vedere “Star Wars” per capire che cosa sta accadendo.

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