La lezione di Mattarella

Ha pienamente ragione il presidente della Repubblica Sergio Mattarella quando ricorda che la Costituzione garantisce e tutela le autorità indipendenti in un quadro di pesi e contrappesi destinato a rendere equilibrato il rapporto tra il potere politico e gli altri poteri ed organismi istituzionali. In questo modo, il capo dello Stato ha risposto, indirettamente, alle bordate lanciate dai viceministri Matteo Salvini e Luigi Di Maio all’indirizzo di Bankitalia colpevole, a loro modo di vedere, di tentare di condizionare l’azione del governo criticando la manovra economica in fase di difficile gestazione.

La sortita di Mattarella va interpretata alla luce dell’invito dei dioscuri governativi a Bankitalia di presentarsi alle elezioni e diventare un soggetto politico prima di contestare la linea del governo. In questa luce, la lezione impartita dal Quirinale appare giustificata e meritoria. Ciò detto, va però rilevato come i pesi ed i contrappesi che debbono impedire lo strapotere del potere politico debbano valere anche nei confronti delle autorità indipendenti. Ognuno, in sostanza, è tenuto a rimanere entro il ruolo fissato dalla Costituzione. E se ad esondare è chi rappresenta l’autorità indipendente, la lezione di Mattarella deve valere anche per l’esondatore ingiustificato.

La considerazione è fin troppo banale. Ma va comunque ribadita. Perché la tendenza ad esondare da parte di ogni soggetto provvisto di una qualsiasi responsabilità istituzionale è diventata generalizzata. Il caso del presidente dell’Inps Tito Boeri è fin troppo significativo. Nessuno gli può negare il diritto ed il dovere di muovere appunti e rilievi ai provvedimenti sulle pensioni predisposti dal governo. Ma se Boeri si impegna in una campagna politica contro il governo in carica dopo essere stato nominato al vertice dell’Inps dal governo precedente, sarebbe il caso che qualcuno gli ricordasse l’opportunità di dare corpo alla sua battaglia rassegnando le dimissioni dal proprio incarico. Per una questione di decenza e di equilibrio dei pesi e dei contrappesi. Quello di Boeri, però, è solo un esempio tra i tanti. Come quello del presidente della Camera Roberto Fico che si reca in Egitto ed in Europa a predicare una politica estera diversa da quella portata avanti dal titolare della Farnesina.

Si dirà che, come Boeri, anche Fico è un cittadino pienamente legittimato a manifestare le proprie opinioni liberamente. Ma non sarebbe il caso che tutti esercitassero i loro legittimi diritti spogliandosi della carica che li dovrebbe obbligare a comportamenti diversi e più misurati? 

La lezione di Mattarella, quindi, vale per tutti. Peccato che a rispettarla non ci sia più quasi nessuno!