Il virus devastante della sinistra italiana

La sinistra italiana, quella che ha generato il Movimento Cinque Stelle alimentando e cavalcando strumentalmente il giustizialismo prodotto da una minoranza di magistrati ideologizzati, non sa che pesci prendere nella vicenda della prescrizione. A parole contesta il compromesso raggiunto tra Lega e Cinque Stelle sul rinvio del provvedimento tanto caro a Luigi Di Maio bisognoso di dimostrare ai suoi militanti di aver conseguito uno degli obiettivi del programma del Movimento.

Nei fatti si compiace di una misura tanto perseguita e mai realizzata negli anni in cui il suo massimo impegno era quello di eliminare per via giudiziaria il nemico Silvio Berlusconi così come era avvenuto con il nemico Bettino Craxi. Naturalmente non sfugge alla sinistra italiana ed ai suoi intellettuali di riferimento che, come ha rilevato con rabbia Piercamillo Davigo, la fine della prescrizione darà i suoi effetti (sempre che in un anno si faccia in tempo a realizzare una riforma complessiva del processo penale) verso la metà dell’attuale secolo. Ma la consapevolezza che il compromesso raggiunto nel Governo è un assegno postdatato che difficilmente verrà onorato, la spinge a rimproverare ai dirigenti grillini di essere stati turlupinati dai furbacchioni e maneggioni leghisti ed a prospettare loro che tutto questo non sarebbe mai accaduto se invece di allearsi con Matteo Salvini si fossero alleati con il Partito Democratico.

La sinistra, in sostanza, soffre in maniera indicibile di essere uscita dalle stanze del potere dopo decenni di egemonia e, anche in vista del prossimo congresso del Pd, sembra essersi convinta che l’unico modo per riconquistare il terreno governativo perduto sia quello di convincere il Movimento Cinque Stelle a considerare innaturale e fallimentare l’alleanza con la Lega ed incominciare a ragionare sulla necessità di rompere con Salvini, ormai dipinto come un erede diretto del fascismo, per ribaltare l’attuale quadro politico dando vita ad un patto di governo con il Pd.

Nei prossimi mesi, in contemporanea con l’avvio del dibattito congressuale del Partito Democratico e con la campagna elettorale per le elezioni europee, la nostalgia canaglia di parte della sinistra per il ritorno al governo diventerà virale. Ma i virus non producono crescita. Solo malattia.