L’importante è che “la giustizia faccia il suo corso”

Mi sono sempre piaciuti quelli che “la presunzione di non colpevolezza è un principio intangibile del sistema” e, oggi, gli (a Matteo Salvini) hanno già cucito addosso una condanna irrevocabile.

Coerenza a parte – ma è pur sempre un trascurabile particolare – sono la conferma della validità di un principio ancora più intangibile: davanti all’odio, non c’è valore che tenga. Ci si può battere per uno sconosciuto conculcato nei suoi diritti invocando le sacre regole della civiltà e della democrazia, e ci può ergere a giudice inflessibile del nemico politico tanto odiato. L’importante, per sentirsi in pace, è concludere la filippica con eleganza: “Lasciamo che la giustizia faccia il suo corso”.

Lo farà, il suo corso, la Giustizia; lo farà comunque; come lo farà è tutto da vedere. Accade sempre così.

Grazie alla loro hybris, dopo duemila anni, sono convinti di avere riscattato l’errore, mandando Barabba sul Golgota. Non l’Altro.