Nessun dorma

Nessun dorma, state svegli e pronti a farvi sentire, visto che chi dovrebbe farlo sembra dormire. Nelle braccia di Morfeo l’Italia rischia di morire e mai come ora l’allerta non solo deve salire ma trasformarsi in un appello per evitare un drammatico scapicollo.

Insomma, stiamo navigando tra Scilla e Cariddi e ci hanno messo in mano ad un comandante e ad un equipaggio che non sarebbero stati capaci neanche di attraversare una piscina perché non solo non hanno i gradi né la scuola, ma anziché a salvare il Paese pensano a salvare il posto e la poltrona. Parliamoci chiaro, sono mesi che navighiamo allo sbando, a zig-zag, per tentativi ridicoli e approssimativi, con decreti sbagliati e anticostituzionali, con annunci e smentite, con scontri e ricatti nella coalizione, senza strategia e senza visione della crisi e della sua dimensione. Basterebbe pensare ai discorsi di Giuseppe Conte, al tormentone, a riascoltarli attentamente tra il primo e l’ultimo non c’è un solo filo di coerenza, non c’è uno straccio di legame e conseguenza, ognuno è opposto all’altro, contraddittorio, concavo e convesso all’occasione.

Siamo passati dalla rassicurazione che in Italia il Covid-19 sarebbe stato poco o niente al blocco totale, dall’annuncio che eravamo preparati alla disperazione emergenziale, dai 3 miliardi per contrastare la crisi alle centinaia di miliardi per tutti, dalla garanzia che non ci sarebbero state dimenticanze ed esclusioni a un dpcm pieno di sbagli, chiacchiere e illusioni. Siamo passati dagli annunci trionfali sui successi per il next e il recovery come fossero approvati all’incontro di ieri con la cancelliera Angela Merkel che testimonia l’esatto contrario, difficoltà, tempi lunghi e soprattutto condizioni da Paese sottomesso e al guinzaglio per le imposizioni. Siamo passati dall’arroganza degli annunci sul modello italiano seguito ovunque, all’evidenza che altrove si è fatto l’opposto a partire dall’economia, dal fondo perduto erogato in tutti i Paesi alla rapidità e semplicità degli interventi, dal blocco fiscale che gli altri hanno fatto all’abolizione di vincoli e adempimenti; insomma, del nostro modello non si è seguito un tubo come era logico che fosse.

Per farla breve, a risentire i discorsi di Conte ci si accorge che l’unica attenzione è stata quella dell’uso delle parolone, della prosa suggestiva verso il popolino, come faceva la chiesa quando recitava la messa in latino per elevarsi rispetto all’ignoranza del comune cittadino. Su tutto il resto solo contraddizioni, smentite e cambiamenti, perché dopo l’annuncio nella stessa coalizione sono partite sempre minacce e prese di distanza, dal Mes alla scuola, dalle chiusure alle riaperture, dalle mascherine ai guanti, dall’Alitalia alle Autostrade, dal fisco all’uso dei finanziamenti, dalla sanatoria degli illegali alla chiusura dei bacini portuali, tutti contro tutti. Tanto è vero che Conte ha dovuto ritrattare e smentire in continuazione sotto il peso dei contrasti nella coalizione, persino sulla task force e su Vittorio Colao, sulle figuracce dell’Inps, sugli accordi in Europa, sul prolungamento dell’emergenza nazionale, sulle dimensioni delle erogazioni. Un caos.

Eppure, nel mentre questo Governo non solo ha bruciato 80 miliardi scontentando tutti, ma sta portando il Paese ad un pil negativo del 12 per cento e a un rapporto col debito pubblico che viaggia al 170 per cento. Una follia. Stavamo nei guai col rapporto a gennaio del 130 per cento, figuriamoci al 170, con l’aggravante che di qui all’autunno per via della incapacità nei dpcm, delle tasse che nessuno potrà pagare, delle regole demenziali sulle riaperture, una infinità di attività salteranno in aria e partiranno centinaia di migliaia di licenziamenti, ecco perché giustamente da Confindustria in giù sono tutti furibondi. Come se non bastasse, sono ripartiti a iosa gli sbarchi di immigrati, arrivano a migliaia incontrollati, molti infettati e ammalati per essere ammassati dove la gente giustamente per paura non li vuole e protesta, si infuria mentre il Governo insiste al posto di impedire con un blocco navale.

Insomma, si dorme mentre l’Italia è governata da una maggioranza che si sapeva ci avrebbe rovinati persino prima che il virus ci fosse, e che dopo la pandemia è peggiorata per incapacità, ignoranza, incoscienza e arroganza, nel senso letterale, perché non è in grado di capire, conoscere, valutare e contrastare la tragicità della crisi. Per obbedire all’Europa che mai ci ha amati, e vuole imporci le politiche al posto del nostro Parlamento sovrano e obbligarci a non votare; perché sia chiaro, è la Ue che ha messo come condizione l’impedimento che al Governo vada il centrodestra, ci stiamo rovinando con le nostre mani.

Siamo governati da chi non ha fatto uno straccio di strategia per reperire risorse indipendentemente dalla Ue a partire da una revisione della spesa e degli sprechi verso il segmento privato ridotto alla fame, ad invarianza di bilancio, da chi non ha pensato ad una riforma chiacchiere a parte, da chi pensa mettere più Stato come se avesse dimostrato di essere un buon imprenditore anziché il contrario, e poi chi paga, con quali soldi che non c’è una lira? Siamo governati infine da chi mortifica la democrazia e limita le nostre libertà garantite dalla Carta ad ogni piè sospinto pur di tenerci sotto botta e sotto paura, pur di mantenersi al potere magari per sempre, pur di impedire la scelta popolare, pur di condizionarci allo sfinimento e all’impotenza per non cambiare maggioranza, che piaccia o no siamo in allarme democratico.

Ecco perché diciamo sveglia italiani, nessun dorma, stiamo in allerta, perché la democrazia come l’economia vanno difese sempre, i sacrifici per la libertà, il sudore per le attività, la fatica per la produzione e l’occupazione, la possibilità di scegliere e cambiare liberamente sono una conquista del Paese e della Costituente, lo dice la storia e lo vuole la gente dal nord al sud. Quella stessa gente che a sentirla racconta di voglia di rinascita e ripresa, di voglia di libertà d’iniziativa, di lavoro e ricostruzione di una nazione al lumicino, racconta infine di una voglia d’impegno senza fine al posto di una fine senza impegno. Viva la libertà, viva la democrazia, viva il pluralismo, viva le libere elezioni e soprattutto viva L’Italia, se lo merita eccome, nessun dorma.