La malafede di chi ancora specula sulla paura

Giunti a questo punto, in cui non bisogna essere provetti scienziati per comprendere l’evoluzione clinica del Covid-19, chi continua a raccontare la favola nera del terrore pestilenziale è senz’altro in malafede. A questo proposito riportiamo l’ennesima, dura presa di posizione di Matteo Bassetti, direttore della clinica malattie infettive del San Martino di Genova, il quale in risposta a chi immagina l’imminente arrivo di catastrofiche seconde ondate così si esprime: “Qualcosa è cambiato, nel mio reparto l’ultima persona finita in terapia intensiva risale a oltre 70 giorni fa. Non abbiamo più pazienti Covid e il reparto di terapia intensiva è vuoto. Gli ospedali non sono più in emergenza. Se per seconda ondata intendiamo le bare di Bergamo credo che non ci saranno più. Dobbiamo imparare a convivere con questo virus. Basta terrore, basta dati forniti ogni giorno dalla Protezione civile. Non ha senso dire che ci sono 300 contagiati per poi scoprire che buona parte sono a casa senza sintomi. Così ci facciamo solo del male. Altri Paesi, come la Francia, non lo fanno”.

Altrettanto perentorio il professore Alberto Zangrillo che, in una lunga intervista pubblicata su La Verità, sottolinea la grande mistificazione in atto, con la quale – aggiungo io – il partito unico del terrore al potere, coadiuvato da buona parte di una informazione imbarazzante, sta facendo passare l’idea folle secondo cui i contagi, definiti casi per rafforzarne l’impatto emotivo, equivarrebbero alla malattia grave. Tant’è che molti sprovveduti con cui mi imbatto assai spesso sui vari social parlano di immaginarie catastrofi ai nostri confini, come quella inventata di sana pianta che starebbe interessando i Paesi balcanici. Tra questi mi sembra emblematico il caso della Croazia, che ad oggi registra appena, per così dire, 154 morti dall’inizio della pandemia. Ciononostante molti giornali italiani non perdono occasione di produrre titoloni a giorni alterni in merito all’Armageddon di contagi in atto nel Paese balcanico, senza tuttavia specificare che trattasi al massimo di un centinaio di persone asintomatiche o paucisintomatiche. Ovviamente, soprattutto dopo un lockdown che ha letteralmente mandato in terapia intensiva l’intera economia italiana, proseguire su questa linea del terrore, puntello essenziale a tenere in piedi uno stato di emergenza privo di alcun fondamento concreto, non farà che aggiungere ulteriori danni ad un sistema condotto al collasso. Interi settori, come il turismo, la ristorazione, i trasporti, l’intrattenimento, lo sport e lo svago di massa, stentano a riprendere la loro normale attività ed una quantità impressionante di imprese o hanno già chiuso o si apprestano a chiudere i battenti per sempre.

Ma il partito unico del terrore al potere, in evidente malafede di fronte ad una pandemia tenuta in vita da alcuni numeretti sempre più stiracchiati, si gode la sua estate di follia, prospettandoci un prossimo autunno caratterizzato da altre sciagure sanitarie. Sul fatto che ulteriori e probabilmente peggiori sciagure ci attendono posso convenire. Tuttavia esse, rappresentando solo l’eventuale effetto collaterale della sciagurata linea fin qui mantenuta dai geni della lampada al potere, più che condurre tante persone in sala di rianimazione le porteranno dritte dritte sotto un ponte. Tanto per parlare di decrescita infelice e assai dolorosa per tutti.