Conte: il mago di Foggia

Appena giunto a Cerignola, il presidente del Consiglio ha commentato l’ondata di sbarchi sulle coste italiane: “Non possiamo tollerare che si entri in Italia in modo irregolare, e che in questo momento in cui la comunità internazionale ha fatto sacrifici, i risultati vengano vanificati da migranti che vogliono fuggire alla sorveglianza sanitaria. Dobbiamo essere duri e inflessibili”.

Conte ha poi assicurato che l’obiettivo del Governo è quello di accelerare sui rimpatri.

Non possiamo non riconoscere al premier Conte una indubbia attitudine a modificare repentinamente il proprio pensiero sulla base delle circostanze e del sentire comune. Un abile prestigiatore che non si scompone nemmeno quando afferma tutto e il suo contrario nel giro di poche ore. Insomma, un modo educato per sottintendere che Conte abbia la faccia di bronzo.

Come definire d’altronde uno che fa un governo con Matteo Salvini facendosi immortalare in conferenza stampa mentre annuncia fieramente la legge contro l’immigrazione irregolare targata Lega onde poi diventare improvvisamente migrantista all’atto della formazione di una maggioranza giallorossa. Giuseppe Conte è rimasto migrantista fino a poche ore fa, quando in Parlamento ha mandato il solo Salvini a processo prendendo le distanze dalla politica dei porti chiusi e disconoscendo i provvedimenti adottati dal suo primo Governo. Uno struzzo perfetto.

Adesso deve aver fiutato il malcontento e di conseguenza ha provato a scavalcare la Lega a destra. Ciò, nonostante il suo Governo sia tenuto in vita dal partito di Teresa Bellanova (il ministro della sanatoria) e da quel Partito Democratico che a suo tempo mandò la meglio gioventù sulla Sea Watch a difendere Carola Rackete.

A proposito, dov’è la sinistra e cosa ne pensa dell’intemerata di Conte sui migranti? La sinistra tace imbarazzata e Conte esterna senza timore. Come mai? Presto detto: tra qualche mese ci saranno le elezioni amministrative e per l’attuale maggioranza sarà un disastro con ovvie ripercussioni a livello nazionale. Non abbiamo certo scoperto l’acqua calda dato che le previsioni sono di dominio pubblico. Giuseppe Conte sa benissimo che qualcuno proverà ad addebitare la disfatta al suo Governo e quindi tenta la carta della propaganda a buon mercato illudendosi che le supercazzole facciano presa su un popolo bue senza memoria. Ma il popolo bue non è smemorato e il premier ha ben compreso di essere osannato dai media nazionali ed internazionali (per opportunismo) ma non certo dagli italiani.

Giuseppe Conte legge i sondaggi e non si capacita di come il ponte di Genova, i decreti “poderosi” e i soldi falsi promessi dall’Europa non spostino di un decimale le cifre. E allora, per non morire politicamente dopo le amministrative, prova a fare il Salvini. Questa si chiama disperazione.