Questione di colpa

Nicola Morra, presidente della Commissione parlamentare antimafia, riferendosi all’arresto di Domenico Tallini e parlando dei calabresi, dice: “Ogni popolo ha la classe politica che si merita”. Lo so: state per fare una battuta su Luigi Di Maio, Danilo Toninelli, Laura Castelli e, magari, anche sullo stesso Morra. Ci sta. Rappresentano la maggioranza relativa degli italiani – fotografata nel 2018, naturalmente – e confermano la correttezza di quella proposizione, formulata, però, con intento spregiativo. Oscar Wilde, prendendo idealmente le distanze dai critici di Cesare Lombroso, affermò che “ogni uomo, a quarant’anni, ha la faccia che si merita”. Anche la mia mamma, quando, da bambino, ruzzolavo in terra e mi sbucciavo le ginocchia, mi diceva: “Te lo meriti. La prossima volta stai più attento!”.

Insomma: è tutta questione di merito, a prima vista. In realtà, più che di merito, si dovrebbe parlare di colpa, visto che, in tutti i casi citati, il nocciolo della questione è la responsabilità per i guai provocati, non la ricompensa per le buone azioni. Al riguardo, Morra – laureato in Filosofia – deve saperla davvero lunga e, ne sono certo, potrebbe intrattenerci dottamente sull’argomento. Potrebbe farlo, ad esempio, con un bel disegnino, nel quale, sullo sfondo del tunnel del Brennero, potrebbe scrivere: “Il successo è una cosa piuttosto lurida; la sua falsa somiglianza col merito inganna gli uomini”. Non perdete tempo a cercarla: è di Victor Hugo.