Benvenuti in Unione sovietica

Dopo aver terrorizzato buona parte di una cittadinanza notoriamente in testa alle classifiche dell’analfabetismo funzionale, assistiamo con un crescente disgusto alle continue trovate liberticide dell’attuale maggioranza. L’ultima in ordine di tempo, agghiacciante solo per il fatto che sia stata pensata e poi proposta all’opinione pubblica, è quella del famigerato patentino sanitario. In sostanza, trattasi di una sorta di salvacondotto per muoversi liberamente nella società da rilasciare solo a chi si sia vaccinato per il Covid-19.  Tant’è che, a quanto riporta la stampa nazionale, il ministro alla Salute, il comunista Roberto Speranza, starebbe per presentare in Parlamento un pacchetto di misure vaccinali contenenti anche una simile oscenità costituzionale, se così la vogliamo definire. E sebbene il commissario per l’emergenza, Domenico Arcuri, abbia escluso con un ambiguo e inquietante “per ora” l’obbligo di vaccinarsi, molto più in là si è spinto Davide Faraone, esponente di Italia Viva e fedelissimo di Matteo Renzi. Questo impresentabile esponente di una dittatura sanitaria di stampo sovietico, in un post pubblicato su Facebook, ha teorizzato la possibilità di escludere chi rifiuta di vaccinarsi da tutta una serie di servizi essenziali, come i trasporti, la scuola e addirittura la sanità. Quindi, per dirla in estrema sintesi, questi degni esponenti di un Paese impazzito, il quale sta accettando ogni abominio perpetrato contro la propria libertà in cambio di una presunta salvezza da un virus considerato più letale del gas nervino, hanno in animo di applicare un colossale tso – trattamento sanitario obbligatorio – ad una nazione di oltre 60 milioni di abitanti.

Ora, a beneficio degli smemorati e di quelli che non amano lo studio della storia, vorrei ricordare che simili forme di orwelliani lasciapassare erano caratteristici del comunismo sovietico, soprattutto ai tempi del compianto Iosif Vissarionovic Dzugasvili, detto Stalin. Ma il fatto che in un Paese libero si sia giunti a questo livello di aberrazione democratica per una epidemia, a bassa letalità relativa, dovrebbe farci riflettere. Se tanti, troppi politici della maggioranza ritengono di accrescere il loro consenso venendo incontro a una domanda di salute, ahinoi ben presente nella popolazione, che uccide la nostra libertà, per l’Italia si preannunciano tempi ancor più bui. Dopo aver imposto l’obbligo delle mascherine ovunque, del distanziamento sociale e del vaccino, non resterà che dare tutto il potere ai soviet sanitari, parafrasando un famoso slogan leniniano delle “Tesi di aprile”.