La veste nuova del Comunismo

Siamo in uno strano momento storico. Difficile non riconoscere che la società liberale stia perdendo spazio di fronte all’avanzata della scientocrazia. La polemica su obbligo vaccinale e Green pass (che poi è la stessa cosa, perché una implica l’altra, come se l’assicurazione obbligatoria esentasse dal portare in auto il relativo contrassegno) mette in secondo piano i veri problemi di questa epoca.

In questa ottica lo scontro su vaccini, No vax, pseudo-fascismi – e altro armamentario ideologico – appare come uno specchietto per le allodole per nascondere la strategia politica di cambiamento radicale dei nostri modelli sociali e di sviluppo economico. In particolare, la transizione verde e i suoi pesantissimi costi economici e sociali che già si intravedono nella corsa dei prezzi e nelle previsioni di scarsità e razionamenti di energia e materie prime. Un terremoto che si rifletterà non solo nella radicale trasformazione energetica ma, inevitabilmente, nella latitudine delle nostre libertà, delle nostre relazioni economiche e dei nostri rapporti sociali, ponendo le false premesse per ridisegnare in chiave redistributiva il diritto, sinora inviolabile, di proprietà. La eco-follia ambientalista è verde fuori e rossa dentro.