Il nome di Natale

Vi assicuro che dopo aver letto il lancio d’agenzia di ieri, non avrei voluto commentare la notizia, anche perché l’unico commento realmente adatto sarebbe una sequela ripetitiva d’insulti e non è la mia cifra. Preferisco lasciare ad altri il monopolio dell’offesa reiterata in maniera compulsiva e adottare il filo più tagliente dell’ironia e del sarcasmo.

Perché soltanto così, forse, si può combattere la lucida follia della Commissione europea che in un suo documento interno ha dato direttiva di non utilizzare riferimenti religiosi o nomi religiosi cristiani, nelle comunicazioni ufficiali, quindi sostenendo come sia preferibile non usare la parola “Natale”. Meglio invece al suo posto “periodo di vacanze” e per i nomi meglio ancora quelli “generici”, qualsiasi cosa voglia dire quest’ultima affermazione.

Ora lo sappiamo, soltanto gli ottusi ipocriti in malafede, i caudatari del politicamente corretto si ostinano a negare che tutto ciò faccia parte d’un piano sempre più ferocemente attivo volto a cancellare qualsiasi tipo di identità culturale dalla faccia, prima dell’Europa e poi per quello che resta, se resta, del mondo. Per cui, more solito, chi scrive dopo essere quotidianamente deliziato dal marchio di “iracondo, litigioso e attaccabrighe” verrà fatto passare per un terrapiattista complottista, quando invece segue il mito di Agarthi e della Terra Cava da lungo tempo. Così siete contenti e potrete dire anche questa, tra le altre invenzioni che mi riguardano.

Ma torniamo alle linee guida che vorrebbero cancellare il Natale, neanche fossero Il Grinch o Jack Skeletron, peraltro entrambi a me – vecchio darkettone – molto simpatici, perché ammettendo anche per qualche istante che (e ci sarà senz’altro qualche passacarte che lo farà) esista più d’un povero mentecatto che compirà salti mortali tripli carpiati per evitare la parola impronunciabile… “Natale”… e quelli che si chiamano così? Come caspita li chiameranno d’ora in poi quelli che di nome fanno Natale? “Nomediperiododivacanzainvernale”? Rischiamo la secessione del Centro, Sud e Isole comprese, dal resto dell’Italia. Ve ne rendete conto?

E i mercatini di queste settimane? Come li chiameranno? “Mercatini di quel periodo di festività vacanziere comprese da la fine di dicembre ed i primi di gennaio”? E l’Albero di “Natale” come lo battezzeranno? “Albero silvestre che viene addobbato con tante palle colorate e lucette”? E il recente coming out di Babbo Natale (un tempo San Nicola ma meglio non dirlo, ché Nicola è un nome cristiano e quindi con un solo personaggio violiamo due indicazioni della Commissione) ci porterà a chiamarlo come? Non oso pensarlo. Già c’è la Befana in odore di “fascismo”, “stregoneria” e quindi prossima all’inclusione Lgbt. Cosa ci resta? Santa Lucia la ricordano in pochi e poi è un’altra “cristiana”. “Gesù Bambino” poi… che scherziamo? E se poi si offendono milioni di islamici (ai quali non importa assolutamente nulla di tutto questo, tanto che lo venerano come uno dei loro più grandi profeti)?

Non basta, mi voglio spostare sul mio terreno, quello dell’arte, soprattutto quella pittorica, per provare a ricordare – pacatamente, sommessamente, per non disturbare le meningi atrofizzate di troppi – che dovranno cambiare i nomi e i titoli a moltissime opere d’arte, innumerevoli, sparse tra tutti i musei del mondo, le chiese e le collezioni private, che raffigurano appunto il “Natale”. Tanto, mi direte voi e forse un po’ di ragione l’avrete anche, nei musei non ci va nessuno a vedere i quadri, nelle chiese pochi, e questo già prima del Covid e del Green pass, figuratevi ora.

Come ho purtroppo già detto e scritto più volte, il problema è duplice e sta alla base di tutte queste operazioni di azzeramento culturale, in primis la pervicace ignoranza che però si sposa bene con l’ignoranza diffusa della popolazione, in secundis la totale assenza di sense of humour. Perché, se almeno di quest’ultimo, i relatori della Commissione europea ne possedessero anche soltanto un’oncia vicino al cuore (difficile, lo so) si renderebbero conto dell’inusitata e immane cazzata che stanno producendo. E si sputerebbero in faccia da soli ogni volta che passano davanti a una qualsiasi superficie riflettente.

Concludendo, non ci resta che infischiarcene bellamente e altamente di quanto indicato dall’augusta Commissione e continuare a chiamare le cose con il loro nome, e allora Natale per dire Natale, Cristo per dire Cristo e Diavolo per dire che il Diavolo se li porti via tutti, in una nube di zolfo e liberi questo mondo dagli idioti, che compiono molti più danni dei malvagi!