Il Parlamento ha rinunciato a produrre democrazia

Sono venti mesi, ormai, che il Paese vive di decreti legge o di leggi approvate con il voto di fiducia.

Non è una bella cosa, in una Repubblica parlamentare.

Intendiamoci: le norme approvate potrebbero – potrebbero – anche essere scaturite dalla mente del Demiurgo, e rispondere a tutte le esigenze. Non cambierebbe nulla; non nella prospettiva che interessa a me.

Provo a spiegarmi. Quello che sta scritto in una legge (salvi i casi di riserva) può stare anche in un dpcm. La legge, si dice, è migliore perché è espressione di democrazia. Non è un caso che la riserva copra proprio i settori (le materie) in cui sono a rischio i diritti più importanti.

Ora, questo Parlamento non produce leggi approvate senza voto di fiducia; quindi, ha rinunciato a produrre democrazia.

Mario Draghi, l’ho sempre detto, è il migliore, ma meglio di lui è la democrazia.