Il nuovo lessico della diplomazia

Il sostantivo diplomazia indica “il complesso dei procedimenti attraverso i quali uno Stato mantiene le proprie relazioni internazionali”. Per qualsiasi diplomatico l’uso accorto delle parole nella comunicazione è l’elemento base della sua alta funzione nei rapporti internazionali. Il diplomatico deve avere la sensibilità e il tatto nell’affrontare temi delicati connessi alla sua attività diplomatica. Deve avere l’abilità nel gestire situazioni delicate e complesse nelle controversie internazionali cercando di evitare problemi legati alla suscettibilità degli interlocutori.

La guerra in Ucraina ha stravolto il linguaggio della “diplomazia” che non ha, a mia memoria, precedenti nella storia delle relazioni internazionali.

Il “nuovo lessico” – adottato a partire dal presidente degli Stati Uniti – prevede l’uso di termini che nulla hanno con la normale dialettica diplomatica. Il presidente Usa Joe Biden nei confronti di Vladimir Putin, che è pur sempre il presidente della Federazione Russa, ha usato termini come: criminale e macellaio. Le cancellerie europee hanno utilizzato vocaboli più edulcorati quali: autocrate e dittatore.

I media occidentali, schierati senza se e senza ma, sono andati oltre usando vocaboli come criminale di guerra.

Le nuove parole d’ordine della diplomazia sono: forniture di armi di ogni tipo e natura all’Ucraina, incentivare la produzione di nuovi armamenti, usare sanzioni commerciali e finanziarie sempre più incisive. L’obiettivo: rendere Putin un paria da escludere dai consessi internazionali.

I militari russi, solo loro, sono assassini spietati che stanno realizzando crimini contro l’umanità e una pulizia etnica colpendo deliberatamente i civili inermi. Che succederà quando la guerra finirà? Con chi si negozierà la pace? Il pragmatismo e il contenimento dei danni sono parole abolite dal linguaggio. I giornalisti schierati contro la Federazione Russa sono diventati i maggiori assertori dell’interventismo bellico. I protagonisti di questa tragica vicenda passeranno alla storia come coloro che hanno contribuito a creare le premesse per il rischio di un nuovo conflitto mondiale disattendendo i principi cardine della diplomazia.

È il momento di ritornare alla vera diplomazia!